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Andrea Bregno: è il più grande rappresentante della scultura lombarda. Si è formato nella bottega del padre, e va a Roma dove riceve committenze dai papi dell'epoca. Lavora su commissione di Pio III al suo altare nel Duomo di Siena. E riceve importantissime committenze da Giulio II. Partecipa all'organizzazione del cantiere della Cappella Sistina, alla costruzione del Palazzo della Cancelleria e alla ristrutturazione di S.Maria del Popolo. Dalla cultura lombardo-veneta Bregno quindi elabora in Roma un alternativo linguaggio scultoreo. In questo periodo infatti è considerato il più grande scultore dell'epoca. Michelangelo risente tantissimo dell'influenza del Bregno, il quale diventa uno dei suoi punti di riferimento.

Meo del Caprino: a Roma lavora a Palazzo Venezia e in Vaticano alla Loggia dei penitenzieri. Riceve dal Cardinale Domenico Della Rovere l'incarico di costruire il nuovo Duomo della città di Torino dove porta il primo esempio di architettura rinascimentale tipicamente toscana, in cui, su di un impianto fondamentalmente semplice e lineare, si fondono elementi che ricordano le architetture del Brunelleschi e dell'Alberti.

Jacopo da Pietrasanta: Discendente da una famiglia di marmorai e scalpellini e lavorò per conto di tutti i Pontefici romani, da Niccolò V a Innocenzo VIII. Completò e ampliò la chiesa e il convento di S. Agostino a Roma.

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