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Scuola di Barbizon


Nel 1824 vi fu a Parigi un’esposizione degli artisti della scuola di Barbizon. I loro paesaggi rifiutavano la visione romantica dell’opera, e tendevano all’osservazione diretta della luce e dei colori presenti in natura. Per questo motivo, questa scuola viene considerata tra Romanticismo e Realismo.
I principali artisti di Barbizon furono:
• Théodore Rousseau
• Daubigny
• Troyon
• Corot
• Courbet

Tutti questi artisti, vissero insieme nella campagna di Fontaibleu, e introdussero la pitture en plein aire. Praticarono l’osservazione diretta, partendo da Constable; senza però affrontare il tema del Sublime, godendo più della Bellezza.

I pittori di questa scuola, sono considerati i precursori del Realismo, infatti essi nono espressero le loro emozioni attraverso l’arte, ma si limitarono a raffigurare esattamente ciò che videro. La figura umana assunse quindi un ruolo da protagonista, contemporaneamente a quello della Natura.

Jean-Baptiste Camille Corot (1796-1875)


Corot fu un paesaggista e ritrattista francese della scuola di Barbizon. La sua formazione avvenne principalmente in Francia e in Italia, nello specifico a Roma. In questa città infatti, il pittore ebbe l’opportunità di approfondire le sue conoscenza d’arte rinascimentale e classica, e iniziò a lavorare su una pittura impostata sulla luce. La formazione neoclassicista sarà sempre visibile nelle sue opere, soprattutto nell’equilibrio e nella pacatezza che non abbandonerà col tempo.
Anch’egli, come Constable, stabilì due fasi nella produzione dei suoi quadri. La prima, quella del bozzetto; e la seconda, quella dell’opera stessa. Tuttavia, contrariamente al pittore romantico che legava i suoi paesaggi alla memoria; Corot si basò sulla volontà neoclassica di apporre il sentimento provato alla memoria stessa.
Come già accennato, la luce e il colore furono elementi molto importanti nella pittura di questo artista. Corot utilizzò spesso il controluce, anche se diverso rispetto a quello di Friedrich. Mentre nel colore optò per la tecnica della velatura, ovvero per sfumature accurate.
I temi da lui affrontati furono spesso legati al mondo dell’Arcadia, così come i suoi personaggi. Essi infatti furono posti per dare vivacità alla Natura, e lo spettatore non si rivede in essi. La sua concezione della Natura rimane romantica.
Verrà poi definito da Baudelaire come il maggior paesaggista francese.
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