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A partire dalla seconda metà dell’Ottocento si affermò una nuova sensibilità artistica, il Realismo, basato sulla descrizione e rappresentazione della realtà così come appare ai nostri occhi. Ciò implica una riproduzione oggettiva del vero, senza aggiunte soggettive da parte dell’artista. D’altronde, il realismo è sempre stato il fondamento dell’arte figurativa, che, è “imitatrice della realtà”: in ogni epoca la rappresentazione del vero aveva un secondo fine. Invece nel Realismo essa svolge una funzione sociale. Il Realismo nasce in Francia per poi svilupparsi in Europa in ogni campo artistico dalla letteratura alla pittura.
Il filo conduttore rimaneva la necessità di rappresentare la realtà quotidiana, non idealizzata, nella sua veridicità. Da ciò derivò un grande interesse per l’attualità e la storia contemporanea, in conformità al motto del poeta francese Baudelaire “essere del proprio tempo”. Ciò che determinò l’affermazione della corrente realista furono cambiamenti culturali, sociali ed economici. Per esempio, dal punto di vista culturale, la seconda metà dell’Ottocento è stata caratterizzata da un progressivo sviluppo scientifico, che portò alla formazione della corrente positivista, fondata sull’esaltazione del progresso, della ragione e della scienza, strumenti capaci di condurre l’uomo alla verità oggettiva e dunque alla felicità.

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