Video appunto: Razionalismo - Caratteristiche principli
Movimento moderno e razionalismo

Dove. Nasce in Europa e si sviluppa poi anche in America, soprattutto a New York e a Chicago.

Quando. Anni Venti, ossia nel primo dopoguerra.

Principali esponenti e fautori



Le Corbusier, Van der Rohe, Gropius, Wright; all’elaborazione del movimento moderno concorrono però numerosi architetti grazie ai numerosi momenti di confronto e di dibatti che avvenivano durante i CIAM, ossia i Congressi Internazionali di Architettura Moderna durante i quali gettano le basi per la loro nuova estetica, e durante gli esperimenti di progettualità.


Le varie correnti di pensiero



All’interno del movimento moderno si delineano poi due differenti correnti di pensiero ossia: -il razionalismo, basato sulla ricerca di semplicità, unità e razionalità -l’organicismo, basato al contrario sulla ricerca dell’eterogeneità e sull’utilizzo di forme e materiali naturali.

Il razionalismo



Lo scopo



Rispondere con soluzioni concrete ai problemi posti dalla metropoli industriale e dal suo continuo sviluppo e tradurre in un nuovo linguaggio architettonico il “ritorno all’ordine” desiderato dopo lo sconvolgimento portato dalla prima guerra mondiale.

Il linguaggio architettonico



Il nuovo linguaggio architettonico proposto è quindi basato sul rifiuto degli atteggiamenti distruttivi ed estremisti delle avanguardie, riaffermando così la possibilità dell’arte di incidere sulla vita dell’uomo e dichiarando allo stesso tempo la propria indipendenza dalle influenze del passato e la creazione di uno stile in grado di espressivo del proprio tempo, su una razionalizzazione più radicale e decisa basata sul razionalismo, sul funzionalismo, sulla modernità e sulla ricerca di ordine, armonia e rigore tramite forme, volumi e linee semplici e puri, sulla fiducia nelle capacità della tecnologia di migliorare la vita dell’uomo e nei nuovi materiali, fra i quali soprattutto il cemento armato, il quale grazie alla propria composizione fornisce migliori prestazioni rispetto ai materiali usati in passato consentendo così di apportare enormi cambiamenti addirittura dal punto di vista strutturale.

Estetica, i cinque punti di Le Corbuisier



Alla base dell’architettura del ‘900 vi sono i cinque punti dell’”architettura nuova” sviluppata da Le Corbuisier e resi possibili dall’introduzione di nuovi materiali ed in particolar modo del cemento armato.

1. La pianta libera. Grazie alla presenza di piloni portanti che giungono fino al tetto le pareti cessano di avere valore strutturale divenendo dei tamponamenti verticali la cui disposizione libera permette di suddividere liberamente lo spazio permettendo così di valorizzare gli ambienti a seconda della loro funzione.

2. La facciata libera. Grazie alla presenza dei piloni portanti la parete perde la propria funzione portante e possiede un disegno indipendente dagli interni.

3. La finestra a nastro. Grazie alla presenza dei piloni portanti la parete perde la propria funzione strutturale e possono quindi essere realizzate facciate con finestre continue, sviluppate in orizzontale in modo da consentire un’illuminazione ottimale.

4. Il tetto-giardino. Grazie alle innovazioni tecniche che permettono la completa impermeabilizzazione del tetto piano diventa possibile realizzare dei terrazzi sul tetto così da raddoppiare lo spazio verde.

5. I pilotis. Sottili piloni portanti che elevano la struttura permettendo di farvi correre al di sotto il giardino.

La questione urbanistica



Alla fine della prima guerra mondiale, a causa dell’inarrestabile crescita dei nuclei urbani, la cultura architettonica si trova a dover affrontare la questione urbanistica e la necessità di ripensare le città ed in particolare i quartieri operai; da tale necessità nascono numerosi esperimenti di edilizia operai basati su un approccio pragmatico e funzionalistico, attento quindi allo sfruttamento ottimale delle risorse economiche e funzionale a soddisfare il numero maggiore possibile di richieste, senza però rinunciare ad attribuire a tali quartieri una propria identità. I principali tipi di tale edilizia sono: -L’edilizia chiusa (applicata ad esempio negli HOFE DI VIENNA ad opera di Ehn) basata su case a corte che delimitano enormi spazi rettangolari organizzati a verde; elemento innovativo di tali abitazioni risiedo nel fatto che a differenza delle abitazioni operai costruite in precedenza in questo caso l’architetto pur realizzando un progetto pragmatico e improntato dal predominio della funzionalità attribuisce dignità alla residenza operai e presta attenzione alle necessità dei suoi futuri residenti fornendo ciascun appartamento di acqua corrente, luce, gas e ciascun caseggiato di servizi comuni -L’edilizia aperta (applicata negli Siedlungen di Francoforte ad opera di May) basata su case a schiera disposte parallelamente e approcciate anch’esse in maniera scientifica e pragmatica senza trascurare però le esigenze dei residenti e prestando quindi particolare attenzione ad ottenere la massima salubrità e la massima praticità ottimizzando i costi tramite la divisione dell’appartamento in zona notte e zona giorno, l’utilizzo di armadi a muro, letti pieghevoli e dell’asse “eliotermico”, consentendo così di garantire un’esposizione ottimale di tutti i locali.