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L'arte delle donne


Griselda Pollock diceva che il concetto di modernità è una questione di rappresentazione e di miti evergenti nella Parigi dell'ottocento, ovvero la Parigi del divertimento, del tempo libero e del piacere, temi ricorrenti nella pittura impressionista. Con l'impressionismo c'era una celebrazione della borghesia e dei suoi miti, ovvero il tempo libero, il consumo, lo spettacolo e il denaro. Quindi erano rappresentati luoghi di ritrovo o la prostituzione. La Pollock si chiedeva come facevano le donne borghesi di quel tempo a identificarsi nelle donne delle opere "Il bar delle Folies-Bergère" o "Olympia", per esempio. Infatti, l'unico luogo dove le donne potevano andare erano i musei, ma solo se accompagnate dai mariti ovviamente, e quindi un uomo poteva guardare queste due opere con una posizione privilegiata. La Pollock diceva poi che gli scambi tra l'opera e lo spettatore, nei quadri impressionisti, presupponevano uno spettatore maschio e alto-borghese, mentre le donne non potevano rispecchiarsi sia perchè oggetto dei quadri sia perchè difficilmente potevano assumere la posizione dell'uomo rispetto agli spazi rappresentati. Infatti, le donne erano escluse da quel mondo perchè non potevano recarsi in certi luoghi, e a loro quelle opere restavano come indecifrabili. Questo indica una diseguaglianza sociale ed economica, che dipendeva dal modo in cui veniva organizzata la differenza sessuale a livello spaziale nella Parigi di quel tempo. La sessualità e la modernità erano organizzati dalla differenza sessuale, ed erano allo stesso tempo modi per regolamentare la separazione tra maschile e femminile. La Pollock diceva che rendersi conto della specificità dell'essere donne, allora significava analizzare storicamente una particolare configurazione di questa differenza, ovvero il concetto di spazio, il quale poteva essere multiforme. Si poteva intendere lo spazio come luogo, infatti nei dipinti di Berth Morisot o Mary Cassatt i luoghi rappresentati erano chiusi o semichiusi. C'erano spesso balaustre, balconi, finestre, verande, sale da pranzo, salotti, camere da letto, giardini privati. La maggior parte degli spazi erano privati o casalinghi, e c'erano anche scene di passeggio, ma riguardavano soprattutto l'essere sociale della donna, cioè la donna calata nel contesto familiare. Ella comunque, si rendeva conto del fatto che l'impressionismo aveva legittimato la rappresentazione dello spazio domestico (cioè il fatto che esso faccia parte della composizione), ma non in maniera esclusiva, perchè i colleghi maschi delle artiste impressioniste rappresentavano luoghi che erano preclusi alla rappresentazione da parte delle donne. Si poteva intendere lo spazio come ordine dentro ai dipinti, che le donne organizzavano in due sistemi spaziali, quindi lo spazio era diviso in due. Spesso c'era un elemento che aveva la funzione di separare la figura o schiacciarla dietro. Per esempio, nel balcone in Berth Morisot, la vista dell'osservatore su Parigi è impedita dalle figure in primo piano, separate dalla balaustra dalla Parigi che guardano, luogo vicino alla casa dell'artista. Quello che segnavano le balaustre così frequenti, diceva la Pollock, non era tanto il confine tra pubblico e privato, ma soprattutto quello tra maschile e femminile. Era come se Berth Morisot volesse farsi vedere separata dall'esterno, e le balaustre avvicinano lo spettatore nello spazio entro il quale lei stava lavorando. Quindi da una parte c'è una recinsione allo spazio aperto, e contemporaneamente un intenzione a portare lo spettatore nello spazio entro il quale l'artista dipinge. In Mary Cassatt, che non usa le balaustre, le verande o le inferriate, c'è un punto di vista molto ravvicinato, specialmente nelle rappresentazioni della sorella Lydia. La figura è sempre diagonale e molto ravvicinata. L'effetto della Cassatt ha la stessa funzione di quello della Morisot. Molto spesso lo spazio, oltre ad avere una qualità visiva, ha anche una qualità tattile, cioè è come se si potessero toccare gli oggetti del quadro, perchè sporgono o perchè le diagonali sono molto accentuate. C'è quindi la necessità di percepire lo spazio attraverso altri sensi, oltre che attraverso la vista, per cui si parla di spazio fenomenologico, che si avrà poi in futuro con l'artista maschio Cezanne. Si poteva intendere poi lo spazio come sociale, ovvero intendendo la prospettiva dalla quale guardavano le donne. Il modo di dipingere delle donne, a livello tematico, era diverso da quello degli uomini. Prendendo in considerazione il Flaneur, egli aveva libertà di muoversi e osservare, ma era una figura maschile. Le donne borghesi non potevano uscire se non con la famiglia, a differenza sua. Inoltre, il lavoro era riservato solo alle donne proletarie, e qui si creava anche un altro problema per le artiste borghesi, visto che non veniva loro riconosciuto il mestiere dell'artista. Pollock creò uno schema che racchiudeva tutti i luoghi dipinti dalle artiste donne e dagli artisti maschi, facendo notare come le donne rappresentassero solo pochi luoghi rispetto agli uomini. Quest'ultimi rappresentavano le donne in contesti familiari o come donne di bassa estrazione sociale. Le artiste, negli spazi pubblici erano sempre in spazi circoscritti, come nel palco di Mary Cassatt per esempio. Negli spazi pubblici, le signore vengono rappresentate principalmente a teatro e soprattutto nel palco, perchè i palchi sono luoghi chiusi. Appartengono alla buona società, e sono per esempio le debuttanti che devono trovare marito, le mogli o le madri. La rappresentazione della donna in questi spazi, solitamente è legata agli ambienti familiari infatti, e questo tipo di rappresentazioni si possono trovare in artiste come Morisot o Cassatt, e in artisti come Renoir, Degas, ma anche in Manet, come nell'opera "Il bar delle Folies-Bergère". Per quanto riguarda gli altri artisti impressionisti, e principalmente Guys, nei loro quadri ci sono pure le rappresentazioni dei teatri, ma le donne sono per lo più ballerine, specialmente in Degas, le quali sono donne di bassa estrazione sociale. Si possono trovare poi donne nei caffè, e sono solitamente rappresentate amanti, mantenute o lavoratrici, le quali non hanno rispettabilità rispetto alle donne borghesi ovviamente. Tra questi tipi di quadri abbiamo per esempio "L'assenzio" di Degas. Quest'ultimo comunque, era un artista molto interessato a rappresentare le ballerine, gli interessava l'analisi del movimento, non tanto la grazia e all'eleganza. Nel suo quadro, l'assenzio era una droga che si scioglieva nell'alcool, la donna è di bassa estrazione sociale, e si capisce dal fatto che è sola in uno spazio pubblico, guarda in maniera alienata, e consuma appunto questa droga. Per quanto riguarda altri tipi di rappresentazioni di donne, si possono trovare i cabaret o i bordelli, che tutti gli artisti maschi solevano rappresentare in maniera privilegiata, specialmente Degas. Questo artista è considerato un impressionista, nonostante non sembri sia così da alcuni suoi quadri. Ma quelli da cui si può notare un tipo di arte impressionista, sono delle opere con i pastelli, che egli realizzò utilizzando dei colori particolari, luminosi e vivaci, ad esempio "Donna che si lava", dove c'è un'inquadratura mai vista fino a quel tempo, realizzata grazie alla fotografia, perchè ci sono tagli dall'alto, da dove si ha appunto la visione. C'è una costrizione della posa del corpo, che non è una vera e propria posa, ma un momento d'intimità rubato. Non si può parlare di voyeurismo, poichè Degas ha rappresentato la figura femminile in così tanti modi da costruire un'epica della figura femminile. Egli soleva rappresentare donne di bassa estrazione sociale, rispetto ad altri artisti che si interessavano alla donna borghese. Riguardo alla condizione delle donne, e alla loro rispettabilità in quanto donne, nel saggio di Griselda Pollock viene detto che la femminilità non va intesa come una condizione delle donne, ma come una forma ideologica del controllo sulla loro sessualità. Quindi, a quel tempo non c'era spazio per la sessualità femminile, ma per la donna inserita all'interno di una domesticità familiare e rigorosamente eterosessuale. Artisti come Courbet però, sono andati oltre, rappresentando l'amore lesbico. Gli spazi del femminile comunque, esprimono la sessualità maschile, e non la loro. Questo perchè all'epoca la sessualità delle donne non poteva essere espressamente dichiarata. La Pollock prende come esempio il flaneur confrontandolo con la donna, e dice che egli articola e produce una sessualità maschile che gode della libertà di guardare, apprezzare e possedere. Nel suo saggio, ella non sostiene che la Cassatt o la Morisot dicano la verità sugli spazi del femminile, poichè non ritiene esistano spazi rappresentati solamente da donne. Quindi, la Cassatt o la Morisot, per la Pollock, non rappresentavano certi spazi perchè erano donne, ma perchè erano donne che appartenevano alla classe sociale borghese della Parigi dell'ottocento. E' insomma, la costruzione del discorso sul femminile di quell'epoca che secondo la Pollock le portava a esprimersi in quel modo, non la loro natura femminile.
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