Contesto storico: siamo nella metà dell’Ottocento; alle campagne subentrano fabbriche e città sempre più affollate -> Industrializzazione.
Macchina a vapore e ferrovia sono i simboli di questa prima fase industriale: la macchina a vapore sostituisce il lavoro artigiano e la ferrovia abbatte i costi e i tempi di trasporto e comunicazioni dando un forte impulso all’industria ( acciaio, ferro, locomotive..).
La fede nel progresso caratterizzato da industria, scienza e tecnica porta alla nascita di una nuova corrente filosofica che domina l’Ottocento: il positivismo; tutta la conoscenza è scientifica, si rifiuta ogni manifestazione non spiegabile in termini scientifici. Il progresso avviene se ci si basa su scienza e tecnica.
Alcuni si oppongono a questo ottimismo: lavoratori sostituiti dai macchinari (luddisti, rivolta); operai sfruttati nelle fabbriche; intellettuali; tradizionalisti ( il progresso porta via valori morali) impiantati nel Romanticismo; socialisti (salari troppo bassi, sfruttamento dei bambini -> società del profitto).

Tra i socialisti ricordiamo Karl Marx che propone una teoria rivoluzionaria.
La borghesia ha una contraddizione fondamentale: la ricchezza va a vantaggio dei capitalisti, mentre la maggioranza (proletariato), vive in condizioni misere.
Soluzione : abolire la proprietà privata e realizzare una società senza classi e quindi senza sfruttamento.

Ciò che accomuna la cultura dell’epoca è la convinzione di una realtà naturale e sociale, descritta con criteri razionali e oggettivi -> Realismo e Naturalismo(o Verismo)

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