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Novella Parigini è nata a Chiusi (Siena) il 29 aprile 1921 da una famiglia dell’aristocrazia senese e pare, secondo alcune lettere della madre ritrovate dopo la sua morte, che il suo nome sia stato scelto da Gabriele D'Annunzio. La formazione di Novella avviene all'Accademia delle Belle Arti di Parigi, dove conseguirà il diploma di Maestra d'Arte. Qui viene a contatto con l’esistenzialismo, tuttavia non lo condivide totalmente nel momento in cui Jean-Paul Sartre, pur massimamente apprezzato da lei, gli fa assumere connotati politici, ma interpreta questa filosofia nel segno della libertà da ogni tipo di legame, non solo sentimentale ma anche politico. Si avvicina anche al surrealismo e rispetto alle teorie sull’inconscio e sul mondo onirico di André Breton, si sente più vicina al maestro Salvador Dalì e all’interpretazione di un arte come mezzo espressivo per esplicare liberamente il proprio pensiero. Infatti alla domanda su cosa intendesse per Arte, rispondeva: «Un'esplicazione del pensiero, non del sentimento... del pensiero». Alla luce di ciò si può comprendere come le sue trasgressioni e i suoi eccessi, (come il famoso bagno nella fontana della Barcaccia) che la resero protagonista della "Dolce Vita" romana, fossero un modo per sperimentare queste nuove possibilità offerte dal pensiero libero e non un atteggiamento eversivo o rivoluzionario. Via Margutta, la via degli studi degli artisti, è il cuore pulsante della capitale e dallo studio di Novella passano le personalità dell’arte e del cinema di tutto il mondo. Lei stessa si impegnò per la difesa della via minacciata dalla speculazione edilizia che voleva trasformare gli atelier d'arte in mini-appartamenti, ed organizzò la rassegna dei "Cento Pittori", partecipando insieme ad artisti affermati e soprattutto sconosciuti, per offrire loro una chance. Nel 1954 è a New York dove allestisce grandi mostre recensite dai più importanti rotocalchi americani, ma ha esposto in tutto il mondo, anche in Cina, e le sue opere figurano nelle migliori collezioni e musei. Soggetti caratterizzanti della sua arte sono le procaci figure femminili con grandi occhi felini e labbra carnose, i paesaggi sognanti dalla natura lussureggiante ma anche le dolcissime Madonne velate e uno straordinario quanto drammatico Cristo, commissionatole da Kennedy. Nelle sua opere ha saputo miscelare l’esistenzialismo francese con l’edonismo audace, gli ideali del femminismo con gli stilemi del surrealismo, anticipando per molti versi, soprattutto per la ripetizione dei soggetti, la pop art. Novella Parigini è scomparsa a Roma il 30 settembre 1993.

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