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L’Impressionismo


Il movimento impressionista nasce nel 1874. Gli Impressionisti entrano a contatto con i Realisti e i Paesaggisti dell’epoca, ma si contrano sulla percezione soggettiva della luce e del colore. Essi si riuniscono all’Accadémie Suisse, un laboratorio aperto agli artisti, al Cafè Guerbois e alla Nouvelle Athène; dipingono anche in locali come l’Argenteuil, il Bougival, e la Grouneillère. Monet, Renoir, Sisley, Bazille, Pizarro e Caliebotte vogliono rappresentare la Parigi contemporanea, la vita dell’epoca e la luce riflessa sulla Senna.
Il nome Impressionisti gli viene dato in seguito all’esposizione del quadro di Monet “Impression du soleil lévant”, il cui titolo fu scelto dal fratello di Renoir, e criticato da Leroy in un articolo. Questi artisti dipingono l’attimo e la prima sensazione, rappresentando così la filosofica schellinghiana, e riprendendo dal Realismo il contatto con il soggetto. Gli Impressionisti creano una propria istituzione, a Londra, dove Monet incontrerà il gallerista Durand Rueil, che farà in modo di fargli conoscere numerosi collezionisti. La prima mostra fu nel 1874, in cui Basil, la personalità più trainante del gruppo fonderà la “Società Anonima”. Alcuni di loro si arruoleranno nella guerra Franco-Prussiana, altri scapperanno in Inghilterra. Già dal 1881 il gruppo inizierà a sfaldarsi, e molti proseguiranno per vie differenti; Renoir diventerà più tradizionalista, mentre Cézanne più simbolista. Nel 1886 verrà presentata l’ultima esposizione.
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