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Monet, dipinti della serie della Cattedrale di Rouen


La serie dei dipinti rappresentano la Cattedrale di Rouen, durante le diverse fasi della giornata, comprendendo 28 dipinti ad olio. Monet, con queste opere, si era posto l'obiettivo di studiare gli effetti che la luce solare provocava una volta a contatto con il materiale dell'edificio. Tutte le opere sono caratterizzate dal taglio fotografico, ovvero: il soggetto rappresentato non viene compreso interamente entro i limiti della tela. Esso viene messo in pratica a partire dalla scoperta della fotografia, che in quegli anni iniziava a conoscere una fama sempre maggiore grazie al fotografo Nadar, amico, per altro, di Monet.
L'artista, nel dipingere, non cambia mai il punto di vista adottato. Egli dipingeva guardando all'esterno della finestra della sua camera da letto, dalla quale aveva una vista completa della cattedrale.
Il senso di profondità è dato dalle diverse velature di colore, meglio note come "ombre colorate", proprio in quanto vengono realizzate grazie alla sovrapposizione dei colori. Così facendo, l'oggetto assume un'importanza sempre minore, in quanto è tutta orientata verso lo studio e la resa del colore.
Questo modo di dipingere viene connotato dall'appellativo "pittura seriale", ovvero: l'artista inizia a dipingere, contemporaneamente, più tele. Inoltre, è possibile parlare di "sequenza filmica", in quanto lo stesso oggetto viene colto più volte nel variare del tempo.
Infine, Monet è celebre anche per un altro ciclo di dipinti: quello delle Ninfee. Esse sono dei fiori particolari ripresi dalla tradizione giapponese, la quale era molto apprezzata dagli artisti dell'epoca. Monet, di fatto, aveva ricreato il classico giardino giapponese presso la sua dimora a Giverny.
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