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Eduard Manet (1832-1883)


Manet nacque a Parigi nel 1832 in una famiglia colta e benestante. Il padre lo costrinse ad arruolarsi in marina, poiché non voleva facesse il pittore. I viaggi di questo periodo, soprattutto quello in Brasile, furono determinanti per la formazione artistica dell’artista, poiché ebbe in marina la possibilità di sperimentare sui suoi taccuini.
Ottenuta finalmente l’autorizzazione a studiare all’Accademia di Belle Arti, egli entrò in una delle più importanti accademie parigine dell’epoca, quella di Couture. Lì si differenziò fin da subito dalla pittura tradizionalista, e su modello di Courbet, fece del Louvre suo maestro. In accademia fu influenzato principalmente dalla pittura veneziana, spagnola e olandese.
Viaggiò molto, soprattutto in Italia, dove si innamorò di Firenze e dei Macchiaioli.
Manet desiderò sempre essere riconosciuto come artista contemporaneo, come modificatore della tradizione, non per ribellarsi ai limiti accademici, ma per evolverli.
Grande influenza ebbero su di lui anche i Realisti e le opere giapponesi arrivate di recente in Europa.

Le déjenuer sur l’herbe (1862-63)


Questo dipinto di grandi dimensioni, rappresenta il fratello e il cognato del pittore, mentre fanno un picnic con due signorine, una che si sta facendo il bagno e una che si sta asciugando, nei Bois de Boulogne. La raffigurazione ripropone la tematica rinascimentale del concerto campestre, come nella “Fiesta campestre” di Tiziano che tuttavia aveva il significato allegorico di due veneri rappresentanti l’amore neoplatonico. In questo caso però, non vi è alcuna idealizzazione nelle due donne. Questo è stato uno dei motivi per cui quest’opera vene particolarmente criticata, insieme alla tecnica utilizzata da Manet. Infatti, essa non è regolare, il colore è piatto, non vi è volume e le linee di contorno non sono ben definite. Si può notare inoltre la differenza di stesura tra la donna in primo piano e i vestiti in stile contemporaneo di tutti i personaggi, e il resto del dipinto. la profondità è data dagli alberi, e la donna in secondo piano è sproporzionata rispetto alle misure dell’opera.
La composizione dell’opera è ripresa dal “Giudizio di Paride” di Raffaello.
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