blakman di blakman
VIP 9176 punti

Edouard Manet, Olympia


L’Olympia venne dipinta nel 1863, e nel 1865 vene accettata inaspettatamente al Salon. L’Olympia rappresenta una reinterpretazione in chiave contemporanea della Venere di Urbino di Tiziano e della Maja Desnuda di Goya, ma è chiaro che qui è venuto a mancare qualsiasi tentativo di idealizzazione: la donna raffigurata nel dipinto è la modella Victorine Meurant, che punta uno sguardo impudico verso lo spettatore. Non si tratta di una dea, ma di una prostituta nella sua camera, come lascia intendere Manet sia attraverso il titolo (Olympia era il nome d’arte di molte prostitute del tempo) sia accostando al nudo una serva di colore che le offre un mazzo di fiori, dono inequivocabile di un cliente. Le critiche si concentrarono sullo sconveniente realismo del nudo, dalle forme comuni e imperfette (le gambe un po’ corte, il viso squadrato, l'eccessiva magrezza della donna), e sulla bidimensionalità della pittura, tipica dell’arte giapponese che iniziava a essere conosciuta in quegli anni.

Hai bisogno di aiuto in Arte moderna e contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email