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Klimt, Gustav - Giuditta II scaricato 32 volte

Giuditta II

Gustav Klimt (1862-1918) guidò il movimento artistico della Secessione viennese (un'associazione di 19 artisti, tra cui pittori e architetti, che si staccarono dall'Accademia di Belle Arti per formare un gruppo autonomo, dotato di una propria indipendenza e anche di una propria sede) e scrisse sulla rivista Ver Sacrum, nome emblematico che ricorda il rito con il quale i giovani romani si consacravano alla patria quando questa era minacciata. Il nome indica dunque la volontà attraverso i giovani di creare qualcosa di nuovo e moderno (in Spagna infatti si chiamerà Modern Stil).
La prima copertina della rivista è disegnata da Gustav Klimt Lotta di Teseo con il Minotauro (simbolo della violenza). Uccidendolo il giovane eroe sconfigge simbolicamente l'ottusità dei padri che si opponevano al cambiamento.

Il dipinto intitolato Giuditta II rappresenta l'eroina biblica che aveva ucciso Oloferne decapitandolo (tiranno che aveva sottomesso il popolo ebraico). Giuditta si era recata nella tenda di Oloferne e fingendosi disponibile uccise il tiranno.
Nel dipinto Giuditta ha in mano la testa di Oloferne; il volto e il corpo sono delicatamente chiaro-scurati e pieni di luce. Il seno nudo e il volto hanno sensualità e ricordano l'idea della “femme fatale” che poeti e letterati idealizzano. Appare come un godimento sadico nel macabro trofeo che simbolicamente può alludere al binomio amore/morte.
La figura pallida contrasta con i capelli neri che alludono simbolicamente alla morte; la donna ha bracciali e ornamenti che esprimono raffinatezza che contrasta con le mani che sembrano artigli. Questi contrasti simboleggiano l'opposizione tra eros/morte.
Lo sfondo è fatto di ornamenti decorativi, piatti e stilizzati.
I colori brillanti, le geometrie, le stilizzazioni naturalistiche l'uso dell'oro sono tipici dello stile di Klimt che spesso utilizza non solo la pittura ad olio ma anche il mosaico, che ammirava nei suoi viaggi in Italia, soprattutto a Ravenna.
L'oro è simbolo di trascendenza e spiritualità; altri quadri famosi di Klimt sono: il Bacio e le Tre Età della Vita, e in tutti compare questa opposizione tra gli incarnati accademici e la struttura piatta e decorativa dello spazio.
La figura femminile porta inquietudine (il concetto di amore e morte collega Klimt a Nietzesche e Freud).
Questo stile, in cui si mescolano pittura e decorazione, religiosità ed estetismo, è espressione del clima decadente dell'Austria negli anni in cui sta per iniziare la prima guerra mondiale che porterà alla fine dell'impero asburgico.

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