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Theodore Gericault

Gericault nacque nel 1791 e morì nel 1824. Fu un pittore, disegnatore e litografo francese. Dal 1808 al 1810 entrò nell’atelier di Guerin e nel 1814 partecipò al Salon con il Corazziere ferito. Nel settembre 1816 partì per l’Italia, dove studiò Raffaello, Giulio Romano, Caravaggio e Michelangelo. Tornato a Parigi conobbe Delacroix.
Con lui si ebbe il definitivo abbandono del classicismo. Le sue opere avevano per lo più temi storici e di cronaca, e veniva prestata una particolare attenzione verso i sentimenti umani.
- La zattera della medusa 1819 – Louvre
L’opera raffigura il naufragio della Medusa nel 1816 al largo del Senegal, precisamente il momento in cui viene avvistato l’Argus, nave che salverà 15 superstiti, un fatto di cronaca che aveva scosso l’opinione pubblica. L’artista piega la perfezione formale classicista alla nuova sensibilità romantica, anticipando addirittura il realismo. L’unico elemento classico che compare nell’opera è la perfezione anatomica dei corpi statuari, che deriva dagli studi classici delle opere di Michelangelo.

La tela è di dimensioni enormi, nonostante non venga trattato un evento storico o biblico.
L’opera richiese numerosi disegni e studi preparatori.
Lo schema compositivo presenta due piramidi con i vertici sul marinaio che agita uno straccio e nell’albero della zattera. La linea d’orizzonte è alta.
La luce contribuisce a risaltare il plasticismo dei corpi; i colori sono lividi e le tonalità brune, che conferiscono un tono macabro all’opera e contribuiscono ad accentuare il dramma, con un crescendo di emozioni.
Significato metaforico: Francia alla deriva dopo la caduta di Napoleone.
- Il Corazziere ferito che abbandona il campo di battaglia 1812 – Louvre
Il dipinto venne esposto al Salon del 1814. Esso raffigura un soldato che si allontana guardingo dal campo di battaglia con il suo cavallo, tra fumo e nuvole minacciose. Egli è rappresentato come vinto e come semplice uomo che cerca di salvarsi la vita, non come un eroe. Il dipinto è connesso alla sconfitta dall’esercito napoleonico ed esprime la caduta delle certezze e la fine di un’epoca. La composizione del quadro si sviluppa obliquamente in discesa; le pennellate decise ed i toni cupi di colore comunicano un senso di vulnerabilità e solitudine. Inoltre, la mancanza di espressione di sofferenza nel volto del soldato e l’attenzione tutta rivolta alla perfezione sono ancora elementi compositivi neoclassici.

Ritratti di alienati
I ritratti di alienati sono una serie di 10 opere risalenti al 1820-1824 di cui solo 5 sono giunte fino a noi. Con essi la pittura di Gericault si fa molto più introspettiva e, non ritraendo nudi, l’artista non giudica e rivela la propria compassione e l’assoluto rispetto del dolore.

- Alienata con monomania del gioco – 1822-1823 Louvre
L’opera è un olio su tela di dimensioni medio-piccole che risale ai primi anni dell’800. Esso presenta alcune idee romantiche e si fa portavoce degli emarginati. Il titolo dell’opera indica il disturbo del gioco che rende quasi pazza la donna raffigurata, che presenta degli occhi incavati e delle palpebre arrossate, una fronte solcata da profonde rughe e dei capelli corti che fuoriescono dalla cuffia scomposta; lo sguardo è perso nel vuoto e non guarda nessuno nello specifico, neanche noi all’esterno, cosa che ci fa capire che è stata estraniata dalla vita reale. I vestiti sono di una povertà immensa, quelli di una persona che ha perso tutto al gioco e a cui oramai non rimane più niente.
- Alienata con monomania dell’invidia – 1822-1823 Musée des Beaux-Arts
La vecchia è resa con occhi arrossati e la fronte attraversata da numerose rughe. Il suo volto è incorniciato da una cuffia trinata e una sciarpa rossa ravviva i colori cupi dell’opera. La testa è volta a sinistra e lievemente abbassata mentre il suo sguardo, assente, sembra rincorrere un pensiero fisso.

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