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Il Futurismo


Il futurismo è un’avanguardia che si caratterizza per una serie di temi inerenti ad una società che si avvicina sempre di più a forme di progresso e all’utilizzo di macchine, di meccanismi a motore; sono tipiche del futurismo, infatti, opere che ritraggono treni, aerei, automobili.
Come tutte le avanguardie storiche, anche il Futurismo si esaurì in breve tempo, per via dell’avvento della prima guerra mondiale, anche perché gli artisti futuristi erano tutti interventisti e consideravano la guerra “la sola igiene del mondo”, per cui molti di questi artisti parteciparono al conflitto, rimanendo feriti o morendo: ad esempio Antonio Sant’Elia morì in battaglia e Boccioni, prima rimase gravemente ferito, poi cadde da cavallo e morì.

Tecniche

Gli artisti futuristi utilizzavano tecniche connesse all’idea della velocità, del movimento, come la tecnica divisionista (ispirata dal cubismo) che si caratterizza attraverso l’uso di pennellate lunghe e filamentose con la finalità di conferire alle rappresentazione l’effetto del movimento e della dinamicità. Un’altra tecnica, sempre ispirata al cubismo, è fondata sulla scomposizione in figure geometriche della realtà che si vuole rappresentare, sempre per dare quell’idea di dinamismo che una società in progresso emanava ( i futuristi, però, non volevano indagare, come facevano i cubisti, la dimensione del tempo, ovvero di ciò che non è naturalmente visibile).

Rapporto futurismo/fascismo

In molti vedono nel movimento futurista un sostegno a quello che sarà il fascismo. In realtà questo non è del tutto vero: ci sono degli artisti futuristi che si avvicinarono al fascismo e vennero utilizzati dal regime per fare propaganda, ma in realtà molti artisti futuristi entrarono in conflitto con la cultura del fascismo, poiché questa promuoveva una ricostruzione della classicità e quindi una ripresa dei temi classici.

Architettura futurista

Esiste anche un’architettura futurista, che per la sua singolarità e irrealizzabilità (per quel tempo) non poté mai essere messa in pratica. Ad esempio alcuni architetti futuristi proponevano delle città in cui i percorsi pedonali avvenivano in superficie, mentre quelli veicolari avvenivano in gallerie sotterranee. L’architettura futurista aveva radici molto innovative, era un’arte che guardava essenzialmente al progresso, che si esprimeva soprattutto in altezza, in verticalità, che si allontanava del tutto da quelli che erano i canoni tradizionali dell’architettura per proporre sistemi nuovi (ad esempio nei progetti architettonici futuristi erano abolite le scale, sostituite da mezzi meccanici). L’architetto simbolo del Futurismo è Antonio Sant’Elia.

Manifesto del Futurismo

Parole chiave del manifesto del Futurismo sono: “audacia”, “energia”, “coraggio”, “temerità”: alla base del manifesto, infatti, vi è un forte vitalismo (già ben presente nella cultura filosofica europea). Il Futurismo è fondato, infatti, sulla lotta, sull’energia, sulla sopraffazione, sulla volontà di dominare. Da qui deriva la glorificazione della guerra, considerata la “sola igiene del mondo” e un atteggiamento di ribellione nei confronti della tradizione. Il tema centrale del Manifesto è, infatti, quello del progresso, della velocità, della tecnologia. Si venne così a creare il mito della macchina, dell’automobile in particolare la quale era considerata la più seducente delle macchine.
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