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Il decostruttivismo

Tra le tendenze architettoniche moderne dobbiamo sottolineare l’importanza del decostruttivismo che ebbe ed ha come maggiori esponenti Frank O’ Gehry, che progettò anche a Praga la famosa Casa che Danza, conosciuta anche con il nome di “ Fred and Ginger “ in quanto l’artista riproduce in due volumi il dinamismo tipico di questi due ballerini americani, e Zaha Hadid, architetto che progettò le stazioni per la funicolare di Innsbruck e lo Sky Jump sempre ad Innsbruck. La Casa che Danza è stato concepito dall’architetto all’angolo di due vie con due corpi architettonici diversi, uno a sinistra, completamente vetrato, che doveva riprodurre l’abito svolazzante e leggero della ballerina, mentre invece l’edificio a destra, dove vi è una preponderanza dei pieni sui vuoti, rende invece la stabilità propria del ballerino. Già in questa prima opera decostruttivista si vede come lo scopo di questo nuovo tipo di architettura contemporanea è quello di uno sfaldamento dei volumi che sembrano non avere apparentemente una stabilità ma in realtà l’hanno e che hanno come scopo quello di rendere una spettacolarità d’insieme, imprimendo, sul territorio in cui vengono progettati degli edifici di questo stile, un segno tangibile: in ciò si vede anche la differenza ad esempio con l’arte organicista di Wright, che propugnava un’integrazione dell’opera d’arte con la natura e l’ambiente circostante, mentre invece con questa nuova tendenza l’architettura si deve nettamente distinguere dalla natura e farsi riconoscere. La costruzione di questi nuovi edifici dalle forma quanto mai ardite è dovuto anche al fatto che tra la fine del XX secolo e l’inizio dell’attuale secolo, gli strumenti con cui operava l’architetto, come squadre, tecnigrafi ecc… sono stati sostituiti da programmi di calcolo o di progettazione con il computer. Queste enormi strutture che vengono progettate ricordano quindi delle vere e proprie sculture che vogliono ridefinire il paesaggio urbano. Un’altra opera per cui viene ricordato l’architetto O’ Gehry è il museo Guggenheim a Bilbao, quello che può essere considerato un “ ampliamento “ dell’originario museo progettato da Wright, questa volta però in Spagna: una vera e propria seconda sede. Il punto in cui risiede la spettacolarità del nuovo museo è non solo l’impiego di nuovi materiali, come le lastre di titanio con cui è rivestita la superficie, che dovevano rappresentare le scaglie di un pesce e che danno degli effetti chiaroscurali spettacolari, ma anche l’instabilità della struttura, che appare come mossa dal vento, anche perché l’idea su cui l’architetto si basa è un pesce che nuota in un fiume, anche perché il museo sorge e doveva sorgere vicino ad un fiume. Oltre a questi due architetti possiamo ricordare anche che l’architetto incaricato di progettare la Freedom Tower a New York, nel sito in cui si è verificato l’attentato dell’11 settembre 2001. Per quel che riguarda Zaha Hadid possiamo ricordare che oltre alla progettazione delle stazioni per la funicolare di Innsbruck, per cui si è ispirata alla neve ed ai cristalli di ghiaccio, anche un opera realizzata a Roma, il MAXXI, museo d’arte del XXI secolo, edificio spettacolare in cui dall’esterno si ha l’impressione che cada da un momento all’altro.

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