PAUL CEZANNE

La ricerca di Cézanne è rivolta a formare una nuova immagine del mondo ricercata a livello della coscienza, stabilendo un equilibrio tra realtà interiore e realtà esterna. Egli sviluppa tale ricerca dalle forme geometriche perché queste sono le forme con cui l’uomo ha acquisito le informazioni delle cose, a tale nozione che è quella della coscienza, si aggiunge l’esperienza sul dato reale. Inizialmente la coscienza distingue tra oggetto e spazio, attraverso la sensazione che dà mescolati toni caldi degli oggetti illuminati e toni freddi dell’atmosfera. Ma dopo tale distinzione la coscienza opera la sintesi, perché lo spazio è la rappresentazione globale dell’insieme degli oggetti. Egli si oppone alla riduzione impressionistica della profondità a superficie , perché per lui non c’è divisione tra realtà interna ed esterna.

Gli oggetti delle nature morte di Cézanne presentano una caratteristiche che sarà tipica del cubismo, cioè ciascun oggetto dipinto segue un suo schema prospettico, tale che la composizione d’insieme risulta formata da tante autonome parti. È da riconoscere in questo pluralismo di angolazione l’origine della tendenza antiprospettica che dal cubismo passò ad influenzare l’intera concezione spaziale contemporanea. Cézanne raccomanda di mettere dell’azzurro vicino ai bordi degli oggetti visti in lontananza come a voler materializzare l’impressione di un maggiore spessore atmosferico tra noi e l’oggetto. (Montagna di Saint Victoir)

A volte troviamo gli stessi verdi dell’erba dei prati nell’azzurro del cielo e viceversa, questo perché nella pittura i colori devono trovare tra loro un equilibrio che restituisce la stessa impressione di lontananza, plasticità o vuoto che l’autore prova osservando la natura.

Colori: la sua tavolozza contiene colori simili in varie gradazioni ed un certo numero di lacche che consentono effetti di trasparenza. Secondo le testimonianza del figlio e dei colleghi il procedimento pittorico di Cèzanne era terribilmente lento.

CÈZANNE – (Aix-en-Provence 1839/1906)

Cézanne metteva in risalto le qualità strutturali del soggetto, dipingendo nature morte e paesaggi con un'enfasi particolare sui volumi e sui rapporti di superficie. Con la sua capacità di esaltare le qualità geometriche dei corpi, modellate attraverso la plasticità del colore, Cézanne sembra anticipare le ricerche del cubismo. Considerato tra i padri dell’arte contemporanea, nei suoi dipinti propose una sintesi ideale di naturalismo, espressione personale e ordine pittorico astratto. Esercitò un’influenza profonda su Henri Matisse, che ne ammirava soprattutto l’uso del colore, e Pablo Picasso che, partendo dalla sua struttura compositiva, elaborò lo stile cubista. Fu tuttavia quasi ignorato dai contemporanei e visse isolato: aveva pochi amici, diffidava dei critici e, fino al 1895, espose solo occasionalmente.

Le opere giovanili: Raggiunto l’amico Emile Zola a Parigi, Cézanne studiò arte all’Académie Suisse. Assistette alla nascita del realismo di Courbet e Manet. Rimase affascinato dall’opera di Delacroix, al crocevia tra romanticismo e realismo , al Louvre studiò attentamente i dipinti di Velázquez e di Caravaggio.
Le opere giovanili di Cézanne, sono già connotate da una notevole forza espressiva: prevalgono le tonalità scure, applicate a soggetti emotivamente coinvolgenti, secondo lo spirito del romanticismo. Egli virò presto verso un maggiore rigore rappresentativo, che rifuggisse da ogni idealizzazione o affettazione stilistica, analogamente a quanto stava avvenendo sul piano della scrittura artistica per Zola, con l’elaborazione dell’estetica naturalista, ciò mai a discapito dell’istanza creativa;

Tecnica: accumula con la spatola pesanti strati di colori cupi e fortemente contrastanti; non traduce il tema in figure ma costruisce l’immagine col colore.

Cézanne e gli impressionisti: L’influenza più significativa sulle opere della prima maturità dell’artista si deve a Camille Pissarro, che lo introdusse nella cerchia degli impressionisti e partecipò alle loro esposizioni del 1874 e del 1877. Cézanne passò rapidamente dai toni cupi alle tinte luminose, e cominciò a concentrarsi su temi agresti; una delle sue prime opere impressioniste è La casa dell’impiccato a Auvers (1873).

CÈZANNE – La casa dell’impiccato ad Auvers– 1873

Egli vuole portare la sensazione visiva al livello della coscienza.

La composizione è costipata, le masse gravi, il colore opaco. Qui lo spazio, la superficie diventa massa: la pianura lontana si incastra a forza tra la casa e il poggio perfino il cielo sembra saldarsi al piano delle colline. La profondità c’è nell’incunearsi dei viottoli, ma la profondità non fa la distanza, qui tutto si avvicina e si addensa.

Tecnica: accumula con la spatola pesanti strati di colore e costruisce l’immagine col colore.

Il ritorno a Aix en Provence: Il pittore ruppe i rapporti con l’ambiente parigino e con Zola, che nel romanzo L’Oeuvre aveva attribuito alla figura del protagonista i fallimenti dell’amico pittore, e si ritirò a Aix-en-Provence, dove continuò a lavorare in solitudine.

L’arte matura: Negli anni Ottanta e Novanta Cézanne modificò ulteriormente il suo stile: pur continuando a dipingere studi di natura nelle brillanti tonalità impressioniste, semplificò gradualmente la tecnica pittorica, fino a rendere i volumi con pennellate giustapposte di colore puro. Aveva in realtà ripreso una struttura formale elaborata dagli impressionisti, accentuandone tuttavia la ricchezza luministica e affinandone le potenzialità compositive.

Esempi di questo linguaggio originale sono le serie dei Giocatori di carte (1890-1892), delle Nature morte con frutta e oggetti (1888-1906), della Montagna Sainte-Victoire (1904-1906).

Tecnica: in seguito C. assottiglierà l’impasto, dipingerà a velature trasparenti. Scomponendo le forme in tanti tasselli colorati, studiando l’ampiezza e la frequenza delle pennellate.

CÈZANNE - Giocatori di carte – 1890/92

Vi è un rapporto psicologico tra i due giocatori: l’uno intento a scegliere la carta da giocare, l’altro in attesa. Nonostante la posizione e i gesti dei due siano simmetrici e nei visi non c’è espressione psicologica, C. esprime tale rapporto attraverso le masse: la fissità del giocatore in attesa è definita dalla forma cilindrica del cappello che si ripete nella manica, dalla retta dello schienale della seggiola, dalle note bianche della pipa e del colletto, perfino la tovaglia rossastra sulla tavola cade a piombo dalla sua parte e si appunta ad angolo dall’altra. L’attenzione, la mobilità psicologica dell’altro è resa dai colori più chiari e sensibili alla luce della giacca, del cappello, del volto, e dall’andamento meno rigido, più ondulato dei tratti. L’asse del quadro è il riflesso bianco della bottiglia e non cade nel giusto mezzo così che la composizione è leggermente asimmetrica : la gran massa cilindrica del giocatore con la pipa si vede intera e dietro ha il vuoto, la massa più sciolta e luminosa dell’altro giocatore è tagliata dal bordo del quadro. Il colore non si rifà più alle cose stesse, ma è sostanza dello spazio pittorico: Cézanne costruisce masse e volumi attraverso il colore.

Precursore: Anche nella resa della figura umana il suo contributo alla storia dell’arte del Novecento fu notevole: le opere degli ultimi anni, quali Le grandi bagnanti (1899-1906), anticiparono gli studi delle avanguardie storiche sulla scomposizione dei volumi e la costruzione dei corpi. In una lettera del 1904 scrive che bisogna “trattare la natura secondo il cilindro, la sfera, il cono, il tutto messo in prospettiva”, questo perché egli vuole portare la visione al livello della coscienza, e nella coscienza l’esperienza del reale si fa attraverso le forme geometriche; inoltre egli aggiunge che nel fare il quadro bisogna anche considerare l’atmosfera che avvolge gli oggetti.

Per molti anni l’opera di Cézanne rimase sconosciuta ai più, finché nel 1895 Ambroise Vollard, influente mercante d’arte parigino, organizzò una mostra dei suoi dipinti, destinata nel giro di pochi anni a renderlo leggendario

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