••• La montagna Sainte-Victoire vista dai Lauves
•• Negli ultimi anni della sua vita Cézanne è affascinato dal paesaggio che era abituato a vedere sin da bambino, e cioè la montagna Sainte-Victoire, alta poco più di 1000 metri, a Est della città natale Aix-en-Provence. Cézanne lo dipinge varie volte e sempre in modo diverso. Al dipinto della montagna conservato a Filadelfia si nota la rappresentazione dei volumi attraverso la scomposizione delle cose (paesaggio naturale e paesaggio artificiale), poi ricomposti con superfici accostate e sovrapposte. Si nota anche la ricerca della profondità senza prospettiva geometrica, fatta solo con i colori. Attraverso i colori Cézanne mostra il grande spessore e la profondità della valle che preannuncia il profilo conico del monte. L’aria e il cielo assumono il colore delle case e degli alberi (il verde è nel cielo e solo un leggero azzurrino supera il monte perché i colori del cielo e del monte sono molto simili). La profondità è tutta in quel cielo unito alla montagna dall’aria pesante che sta tra il pittore e l’oggetto ritratto. È molto diverso da un dipinto impressionista: basta confrontare lo stesso soggetto con quello disegnato da Renoir, che disegna un paesaggio dolce e limpido, un dipinto che riconcilia l’uomo con la natura, una visione paradisiaca in cui le case cono piccole macchie nascoste dalle fronde degli alberi e tutti i colori (l’erba ingiallita dal sole, le chiome degli alberi, le colline rosate, il monte e il cielo) sembrano dare gioia e serenità all’osservatore. Cézanne infatti diceva che i paesaggi di Rénoir erano “cotonati”. La natura di Cézanne è vinta e svelata, sezionata e ricomposta: è il padre del Cubismo.

••• La casa dell’impiccato
•• La scelta dell’en plein air e i piccoli tocchi di colore con i numerosi chiari fanno di questo dipinto un’opera sicuramente impressionista, anche se alcuni elementi mostrano la volontà di Cézanne di andare oltre la ricerca degli Impressionisti: il paesaggio senza alcuna presenza umana, il paese quasi incastonato nello spazio triangolare tra i due grandi edifici in primo piano, l’estesissima vallata limitata dal cielo il quale da un tenue color lilla si trasforma in un azzurro deciso, lo scarso olio usato per diluire i pigmenti colorati, conferendo alla superficie una corposità inusuale negli Impressionisti. Secondo Cézanne infatti “nella pittura ci sono due cose: l’occhio e il cervello, ed entrambe devono aiutarsi tra loro”, quindi la lettura della natura solo percettiva (quindi tenendo conto solo di quello che appare e come si mostra ai nostri sensi) non è sufficiente. Esiste infatti un secondo livello di lettura, quello intellettivo, che deve essere usato dal pittore per ricercare l’essenza della realtà, la verità nascosta dalle apparenze che la rivestono.

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