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Umberto Boccioni


Umberto Boccioni è uno degli artisti più rappresentativi del Futurismo.

Vita


Boccioni nasce a Reggio Calabria nel 1882. Nel 1900 si trasferisce a Roma dove approfondisce i suoi interessi per la pittura e per la letteratura e frequenta lo studio dell’artista Giacomo Balla, dal quale apprende la tecnica divisionista. Nel 1910 Boccioni, a seguito dell’incontro con Marinetti, aderirà con entusiasmo al Futurismo e collaborerà alla stesura del Manifesto dei pittori futuristi. Richiamato alle armi per la Prima guerra mondiale, muore cadendo da cavallo a Verona nel 1916.

La città che sale


La città che sale” è l’opera principale di Boccioni, nonché opera simbolo del futurismo. Il titolo dell’opera è molto evocativo; significa, infatti, città che cresce, che si sviluppa, e indica la città moderna che si sostituisce a quella storica, richiamando dunque un tema propriamente futurista.
Nell’opera Boccioni ritrae un quartiere di Milano in costruzione (si possono, infatti, notare alcuni edifici circondati da ponteggi in lontananza). Inoltre, sullo sfondo verso sinistra si può anche notare una sorta di tram, ovvero il nuovo mezzo di spostamento simbolo della modernità. Il protagonista assoluto dell’opera è il turbinoso affollarsi di cavalli, i quali stanno trasportando dei materiali da costruzione, dimenandosi, e di operai che cercano di tenere a bada i loro movimenti convulsi e incontrollati.
Dunque il cavallo con il suo movimento convulso è il protagonista assoluto di quest’opera, ed è il simbolo del momento epocale del cambiamento tra passato e futuro, tra lentezza e rapidità.
L’artista rappresenta questi movimenti utilizzando la tecnica divisionista, cioè utilizzando delle pennellate lunghe e filamentose che riescono a dare un’idea di grande dinamicità.
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