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La città che sale - Umberto Boccioni

Boccioni è scultore ma anche pittore. Come tale si avvicina ad una pittura di tipo divisionista; si avvicina poi al futurismo, di cui scriverà il manifesto.
In quest’opera (pittorica, a differenza della famosa "Forme uniche della continuità nello spazio") Boccioni descrive la crescita economica di Milano. I palazzi con le nuove tecniche di costruzione vengono costruiti più alti. Sale la città nuova verso l’alto. Si vedono i palazzi con le impalcature fuori. In primo piano c’è un cavallo imbizzarrito. Il dipinto è futurista con tecnica divisionista. Il cavallo con la sua furia rappresenta la forza che avanza e il passato, visto che i materiali vengono portati dai carri con i cavalli, quando ci sono già le automobili. Ci sono anche delle persone che sono travolte dal cavallo. Si vedono in fondo delle ciminiere delle fabbriche con il vapore.
Si vede in lontananza il tram che passa. I colori sono accesi ed energetici, anche grazie al rosso e al giallo. L’uso del divisionismo viene utilizzato anche per evidenziare il movimento. C’è la scomposizione da più punti di vista, tipica del cubismo. Il tema centrale del futurismo è però il movimento.

Boccioni, siccome i futuristi erano interventisti, decide di entrare in guerra e morirà durante la prima guerra mondiale.

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