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L'Astrattismo


Per Astrattismo si intende fondamentalmente l’astrazione dalle forme riconoscibili e visibili della realtà. I suoi principali esponenti sono stati Piet Mondrian, Kazimir Severinovič Malevič e Vassily Kandinskij, tutti e tre con dei punti in comune: sono stati degli spiritualisti e degli ascetici dell’arte, infatti la loro astrazione consisteva nell’abbandono completo di ogni elemento. Tra tutte le avanguardie l’Astrattismo è quella che ha un impulso più metafisico e che spesso persegue l’idea di assoluto. Nei suoi principali esponenti influisce molto la Teosofia, una disciplina fondata in Russia da Helena Blavatsky, una intellettuale famosa. Questa disciplina si è poi scissa in altre correnti, tra le quali l’Antroposofia, fondata da Rudolf Steiner, un intellettuale tedesco. Malevič e Kandinskij si avvicinarono presto alla Teosofia, ma frequentarono anche le varie conferenze di Steiner, dove veniva elaborata una teoria spirituale del colore, interessante soprattutto per Kandinskij e la sua teoria sul valore simbolico del colore. I principi della Teosofia sono complessi: essa è una pseudo-filosofia e pseudo-religione che contesta il materialismo imperante del tempo in cui era stata fondata; proponeva una tensione spiritualistica verso valori assoluti che trascendono la realtà, la ricerca dell’energia spirituale e la ricerca di una realizzazione che vada oltre la vita pratica. Nella Teosofia si parlava di spirito, di energia, di unione dei contrari, e c’era un’apertura all’influsso delle filosofie e delle discipline orientali. Nel clima sociale del tempo, un clima di crisi esistenziale dell’uomo, la Teosofia si configura come una sorta di fuga. Questa disciplina aveva un carattere elitario, si rivolgeva a una stretta cerchia di persone. I tre principali artisti astrattisti si sono formati sulla base degli influssi del tempo e sui movimenti artistici precedenti. Infatti l’Astrattismo è stato per loro un punto di arrivo, che ha attraversato la figurazione, la quale è stata poi abbandonata. Kandinskij ha avuto una formazione russa influenzata dal folklore, dalle tradizioni popolari e dal Simbolismo, che in quel periodo in Russia era il maggior influsso della cultura europea. La formazione di Kandinskij viene influenzata anche dal post-Impressionismo francese, in particolare da Monet, infatti la sua prima produzione ha temi tipici dell’arte russa (paesaggi, scene di vita quotidiana e contadina) ma stile post-Impressionista. La sua formazione come pittore è avvenuta in Germania, quando si era trasferito a Monaco e frequentava l’accademia di Franz von Stuck. Nel 1909 Kandinskij è stato uno dei fondatori della “Nuova Associazione degli Artisti di Monaco”, che si era staccata dalla precedente ed era uno dei gruppi di artisti che derivano dalle secessioni di fine ‘800. Il gruppo più famoso di Kandinskij è stato però “Il Cavaliere Azzurro”, fondato da lui nel 1911 con Franz Marc, a cui è stato accompagnato un almanacco, “L’almanacco del cavaliere azzurro”, il primo libro di Kandinskij. Nell’almanacco emergono le idee del valore simbolico e spirituale del colore, il recupero della purezza dello spirito infantile, il concetto di arte spirituale alla ricerca dell’infinito per elevare l’uomo al di là della realtà. L’impulso metafisico era ancora figurativo come si può vedere dalle opere del Cavaliere Azzurro, ma Kandinskij era andato oltre nel suo secondo libro, “Lo spirituale nell’arte” del 1912, che coincide con la nascita dell’Astrattismo. La data del primo acquarello astratto di Kandinskij è il 1910, il primo di una serie di opere che lui ha chiamato “Composizioni”, “Improvvisazioni”, “Impressioni” a seconda dell’impulsività e della spontaneità che c’è in questi quadri, dando il nome facendo un paragone con la musica. Nell’opera “Primo acquarello astratto” del 1910 ci sono una serie di macchie e forme in assoluta libertà che danno l’idea di un campo energetico; ogni elemento ha un peso equivalente all’altro. Ne “Lo spirituale nell’arte” Kandinskij dà i mezzi per comprendere la prima idea di Astrattismo, definendola Astrazione lirica, cioè legata ad un’idea romantico-espressionista in cui c’è la volontà di associare forme e colori a degli stati d’animo e a delle emozioni, a una dimensione spirituale non soggettiva ma romantica. La teoria del colore di Kandinskij si inserisce in quel filone che parte da Goethe e che tratta il valore simbolico del colore, mentre l’altro filone parte da Delacroix ed è quello formale, tecnico del colore. Kandinskij parla del valore simbolico del colore e del suo associamento alla musica proprio ne “Lo spirituale nell’arte”. Per quanto riguarda la musica, lui si riferisce alla musica dodecafonica, basata sulla scala cromatica, una scala di dodici note tutte con un valore equo tra loro. Uno degli esponenti principali della musica dodecafonica è stato Arnold Schoenberg, che ha contribuito a “L’almanacco del Cavaliere Azzurro”. Le 12 note della musica dodecafonica funzionano esattamente come Primo acquarello astratto realizzato da Kandinskij, non c’è una nota dominante così come non c’è un elemento dominante nell’acquarello. La vicinanza di colore e suono è fondamentale nelle avanguardie di questo periodo, ma anche la vicinanza di teatro e colore. Infatti Kandinskij aveva creato un dramma teatrale chiamato “Il suono giallo”, dove il protagonista è il colore giallo. Ciò era possibile solo rendendo astratto anche il teatro, cosa che in quel periodo si esercitavano a fare alla Bauhaus. Il gruppo Il Cavaliere Azzurro era stato sciolto dopo due anni, nel 1914, ma nel frattempo Kandinskij aveva perseguito nei suoi esperimenti di arte astratta, avendo anche un momento di ripiegamento più romantico con un ritorno alla figurazione, realizzando quadri molto drammatici ed espressivi, come ad esempio “Dama a Mosca”, che raffigura Helena Blavatsky mentre combatte contro una macchia nera. Alle soglie della Rivoluzione Russa Kandinskij era tornato nel suo paese natale; lì c’era un clima vivace e sperimentale nelle avanguardie, tra le quali c’era già l’Astrattismo. Infatti Malevič aveva già iniziato a realizzare i propri quadri astratti, così come avveniva nelle altre avanguardie russe. Nel 1921 Kandinskij era tornato in Germania per insegnare alla Bauhaus insieme a Paul Klee. Quest’ultima era una scuola in cui si insegnava principalmente design e architettura, ma anche teatro. L’organizzazione degli studi era a raggiera, come una stella, con al centro un corso preliminare comune a tutti gli studenti, poi laboratori di pittura e di arti applicate e infine le sezioni più in alto, dove si studiava architettura o teatro. La Bauhaus era stata aperta nel 1919 ed era stata chiusa nel 1933 con l’ascesa di Hitler. Ciò perché fondamentalmente l’obbiettivo era fare arte utile a tutti, nel corso di studi non c’era una visione gerarchica dell’insegnamento, tra studenti e docenti non c’era una divisione netta, era una scuola democratica che era d’intralcio al regime. Kandinskij aveva insegnato lì nel periodo più prolifico insieme a Paul Klee, intanto aveva scritto anche un altro libro, ovvero “Punto, Linea, Superficie”, un manuale molto tecnico ad uso degli artisti. La visione dell’Astrattismo di Kandinskij alla Bauhaus andava tendendo a modificarsi, geometrizzandosi e organizzandosi ordinatamente nell’immagine, senza più libertà ed energia, come in “Su bianco II”, dove c’è nitidezza, un primo piano e un secondo piano, un preciso ordine degli elementi e un bilanciamento di linee curve e forme angolose. Questa tecnica viene chiamata Astrazione geometrica, la quale viene praticata anche da Mondrian e Malevič, mentre quella lirica risente molto dell’influsso dell’Espressionismo, del Romanticismo e del Simbolismo. La tensione lirica si trova anche nell’Espressionismo astratto del secondo dopoguerra in Jackson Pollock. L’Astrattismo si è concentrato tra gli anni ’10 e gli anni ’30 del Novecento, in seguito con l’insorgere dei regimi dittatoriali in Europa e in Russia c’è stato un ritorno alla tradizione, ma c’è stata poi una ripresa dell’Astrattismo nel secondo dopoguerra, durante gli anni ’50 e ‘60. Durante questi anni in Europa è nata la corrente dell’Informale, che ha tre derivazioni: gestuale, segnico e materico. Negli Stati Uniti sono nati l’Espressionismo astratto, il Minimalismo e l’Optical art. L’Informale viene chiamato così perché c’è una componente drammatica e pessimistica, con un influsso della filosofia esistenzialista. Nell’Informale gestuale e segnico prevale il segno, la pennellata che fa dei segni grafici, come si può notare in “Untitled” di Hans Hartung. Non è sempre astratto, a volte si intravedono dei visi. L’Informale materico ha avuto come principale esponente in Italia Alberto Burri, e questo tipo di Informale non è pulito, ci fa notare la consistenza della materia. Burri ha lavorato con sacchi di juta, cuciture, bruciature, plastiche, combustioni dei legni, catrame, gesso, spaccature e tutto ciò che dà l’idea della materia allo stato di base, ma è comunque un’astrazione non pura come quella dei primi astrattisti. Negli Stati Uniti la ripresa più chiara dell’Astrattismo si ha con Jackson Pollock, l’artista più quotato. La tecnica con la quale lui realizzava i suoi quadri è il trittico, e infatti l’Espressionismo astratto di Pollock viene chiamato Action Painting, poiché lui prendeva delle grosse tele senza bordi e le metteva a terra girandoci intorno e lanciando il colore con una grossa pennellessa o direttamente con la latta. In questo modo si venivano a stratificare le pennellate in maniera casuale. Camminava sui bordi delle tele, fumava e faceva cadere la cenere, lavorava all’aperto. C’era una tensione sublime dell’artista rispetto al paesaggio americano, un paesaggio assoluto in cui lui era immerso, un assoluto della natura e anche delle culture locali, come quella dei nativi americani. I dipinti di Pollock sono molto materici perché incrostati e stratificati, il pigmento non è liscio come in Kandinskij ma acrilico e quindi industriale. Si incrosta di materiali, quindi è un dipinto sporco. La tensione sublime che si ritrova in questo artista si può rendere in due modi: uno consiste nell’andare oltre la fisicità (sublime alto) come in Malevič o Kandinskij; l’altro consiste nel recuperare la materia, lo sporco (sublime basso) come in Burri e Pollock. Il Minimalismo e l’Op art ritornano invece all’idea pulita e geometrica. Nel Minimalismo sono state realizzate soprattutto sculture geometriche percorribili.
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