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Astrattismo


L'Astrattismo nasce quando nei quadri non vi è più alcun riferimento alla realtà. 

Il concetto di "astrazione" è molto generale: esprime un procedimento mediante il quale l’intelletto umano descrive la realtà solo in alcune sue caratteristiche.

Nel campo delle immagini, i segni, intesi come simboli che rimandano a cose o idee, sono già un modo astratto di rappresentare la realtà.


I primi accenni dell'astrattismo si trovano nelle opere di alcuni Postimpressionisti come Cézanne e Bonnard. 

In seguito al Cubismo e all'Espressionismo,

.Dopo la ribellione nei confronti dell'arte accademica, maturata nelle correnti artistiche dell'Ottocento, evolutesi poi nella riduzione dell'oggetto all'essenzialità geometrica di Cézanne,  nella concezione Espressionista del quadro, favorendo l'aspetto emozionale a quello estetico, nell'eliminazione della visione prospettica del Cubismo e nella possibilità di un linguaggio di puri colori suggerita dai Fauves, cosa era rimasto da dipingere?

Eliminato il soggetto e la sua rappresentazione figurativa riconoscibile, l’astrattismo vuole creare un linguaggio artistico rivoluzionario capace di migliorare la condizione umana.
 

Astrattismo lirico: Nell'Astrattismo lirico prevale la funzione espressiva e simbolica del colore, mettendo l’accento sull’emotività e si possono trovare le sue radici dal Fauvismo e dall’Espressionismo.

1. Lascia ampio spazio alla fantasia e all’universo personale dell’artista.

Il termine "lirico" fa riferimento ad un atteggiamento poetico del pittore che trapela anche dai segni e colori stesi sulla tela, suggerito dalla relazione tra l’uomo e le forme.
2.La meravigliosa liricità delle opere del pittore russo   Kandinsky nasce dal legame che melodie o accordi musicali si legano al colore e che, come la musica molto amata dall'artista produce emozioni e stati d'animo. 

La tela è il pentagramma ed i colori sono le note.

Astrattismo geometrico: Nell'Astrattismo geometrico, definita anche Arte Concreta, prevale l'aspetto geometrica delle forme applicato come un ritorno alla linea geometrica fondamentale, all’uso dei colori primari: giallo, blu e rosso e deriva dal Cubismo.
1.Piet Mondrian è il pittore più rappresentativo dell'Astrattismo Geometrico. 

Nel suo lavoro porta alle estreme conseguenze il processo di riduzione e di decomposizione dell'immagine cubista, realizzando un'arte in cui gli elementi strutturali si limitano a linee verticali e orizzontali, ai colori primari giallo, rosso e blu, al bianco della tela e al nero della griglia di linee.


L'opera pittorica astratta non è più un'imitazione della realtà ma è reale come qualsiasi altro oggetto, non è una dimostrazione di abilità, ma la visualizzazione di un'idea che influenza tutto il mondo artistico.




Kandinkij

Vasilij Kandinskij (1866-1944) arriva all'astrattismo passando attraverso fasi più figurative, in cui però le forme e i colori hanno già acquistato una certa autonomia dagli oggetti che rappresentano.
In Mosca I (1916) non c'è un ritratto della città, ma una sua rielaborazione interiore. Riconosciamo edifici, persone, uccelli in volo, elementi paesaggistici, ma la rappresentazione non è realistica: gli oggetti sono deformati, disposti su piani inclinati che si intersecano, ammassati intorno a un centro informe e luminoso; tutto è avvolto in un turbinio di colori caldi e vivaci, che crea un'atmosfera fiabesca e comunica direttamente un senso di felicità e di speranza. Mosca I è un quadro preastratto, che contiene ancora elementi figurativi, Ma già da qualche anno Kandinskij aveva avviato un percorso di ricerca diverso, come possiamo vedere nel Primo acquerello astratto del 1910. La superficie del quadro diventa un frammento di spazio virtuale, in cui si agitano cose che non hanno un nome o una forma nota e precisa, come negli scarabocchi infantili, che riflettono una percezione primaria della realtà, istintiva, non razionale; ma le macchie di colore e le linee sottili che le accompagnano si collegano in un sistema dinamico, che crea un universo artificiale di segni che scaturiscono dalle profondità dell'inconscio e trovano eco in quello dell'osservatore.

Nelle opere successive vengono abbandonati gli scarabocchi infantili, le immagini si fanno più complesse, utilizzando anche forme geometriche pure, come il cerchio, il quadrato, il triangolo, e la costruzione diventa più controllata, nella ricerca di linguaggi pittorici nuovi: dal segno allo stato nascente si passa a segni più definiti o formalizzati dalla cultura. Il quadro è un sistema di segni che comunicano direttamente all'osservatore un universo interiore che non è traducibile in parole, in ragionamenti: ci invita soprattutto ad ascoltare gli echi che suscita nel profondo, come la musica. Alcuni esempi: Nel grigio (1919), Composizione VIII (1923), Nel blu (1925).

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