Arte Contemporanea

Verso l'inizio del '900 il mercato d'arte si rinnova, grazie ai “galleristi” che, come KahnWeiler, riescono a rendere accettabile al gusto e al mercato borghese qualcosa che sarebbe stato scioccante ed eccessivo senza la loro “attenzione”. I galleristi assolvono a una questione positiva, anche se qualche volta, pur di rendere piacevole al gusto borghese le opere d'arte, operano delle scelte delle azioni mistificanti.
Fino al 1910 – 20 si trova ancora la figura del mecenate, mercanti illuminati con KahnWeiler. (c'è un libro di Teige che parla di lui, “la commercializzazione dell'arte è arrivata ad un punto tale che sono quasi i mercanti stessi a scrivere la storia dell'arte e non l'opera d'arte).
La commercializzazione dell'arte influenza certe scelte dell'artista; il gallerista opera un influenza dittatoriale sugli artisti e sulle loro rispettive opere d'arte.

Ci sono anche teorici e critici d'arte che diventano mercanti d'arte e che commercializzano i quadri perché è più redditizio.
Teige nel suo saggio considera KahnWeiler essendo tedesco, durante la guerra gli venne chiusa la galleria, e gli vendettero alcuni dei suoi quadri a prezzi irrisori. Per questo motivo comincia ad intravvedersi la crisi delle avanguardie, e ci si stacca dal cubismo per tornare al classicismo accademico.
La prima guerra mondiale ha scosso l'idea di fratellanza che c'era fra le varie tendenze artistiche (dada).
In questo periodo il mercato dell'arte ha un ribasso.
Il cubismo, in seguito, ebbe un'altra fioritura per merito del gallerista Rosemberg che possedeva una galleria.
Il mercato libero dell'arte nasce con l'industrialismo, con la rivoluzione francese e la caduta di Bonaparte e il congresso di Vienna.
In questo periodo acquista importanza il paesaggio, il ritratto del popolo e la natura morta che avrà un seguito.
Mutamento delle condizioni di vita dell'artista, cambiamento totale del committente.
Malevick scrive un saggio sul suprematismo, nel quale ribadisce il concetto di libertà dell'artista. “Si l'artista è libero” commenta Teige “ma è libero anche di morir di fame”.
L'influenza nelle richieste, del papa e dei nobili, ora non c'è più ma questa viene sostituita dal bisogno di mangiare; nel senso che ora se un artista vuole guadagnare si deve attenere ad un ceto stile, quello che vende.
Si comincia ad intravvedere la figura dell'artista bohemiène, che lavora a modo suo e vende le sue opere a chi le apprezza. Questo succede in Francia con il libro mercato.
In Inghilterra le idee e il gusto dell'artista sono rispettate e non vengono a scontrarsi con la committenza borghese, perché già dal '700 la borghesia ha cominciato ad aprirsi alle idee delle classi inferiori (borghesia illuminata).
Il tipico esempio di mecenatismo si può trovare nel rapporto tra Courbet e Alfred Rowie. Courbet nel suo quadro ha disposto Alfred R. in posizione inferiore rispetto a lui.
Il sistema del mercato dell'arte è già delimitata quando KahnWeiler apre la sua galleria.
I mecenati non erano molto propensi a pubblicizzare gli artisti per non far lievitare i prezzi dei loro quadri. Problema della struttura pubbliche che si ritraggono o si alleano con l'opera d'arte, con l'artista.
L'arte delle prime avanguardie è un arte nota all'interno di un contesto borghese ma non è un arte borghese.
Per Teige il dadaismo avrebbe una carica distruttiva, al contrario questa tendenza artistica attacca la borghesia in modo molto violento, come non avevano mai fatti le altre avanguardie.
L'utopia della dissoluzione dell'artista rispetto alla società. Il giorno in cui si supererà la divisione del lavoro e parallelamente sarà abolito il capitalismo, non esisterà più la figura dell'artista divisa da quella dell'operaio, l'opera dell'artista non sarà più tale ma diverrà un lavoro come un altro, e non esisterà più il mercato dell'arte (dissoluzione dell'arte).
Mondrian pensa che l'arte astratta durerà poco tempo, l'arte sarà sostituita da un'artisticità diffusa e si potranno produrre opere che serviranno per la vita. Non sarà la società a costringermi a fare qualcosa.
Il mondo dell'arte si è allontanato dal mondo della vita, si libera dall'ideologia della classe dominante.
Non ci si deve fidare dei mercanti, quando c'è l'inflazione il mercato dell'arte è ancora più forte, perché le opere hanno una stabilità più forte di quella dell'oro.
Courbet ritrae se stesso nelle vesti del mendicante ebreo, nella posa di togliersi il cappello davanti a Brouià e l'uomo accanto a lui stanno a testa bassa, mentre Courbet rimane a testa alta.
Nell'estrema destra ci sono i borghesi, c'è una donna con un uomo (accompagnatore) a Baudelaire. Brouià si trova vicino a Proudon, Courbet tra un gruppo di filosofi. A sinistra la gente del popolo.

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