Art Nouveau


Negli anni che precedono la Prima Guerra Mondiale, a seguito della Seconda Rivoluzione Industriale, si assiste ad un benessere economico senza precedenti per la classe borghese. L’industrializzazione investe tutti i campi della produzione grazie alle nuove scoperte scientifiche, per cui si diffonde un generale ottimismo. Ci troviamo, in realtà, di fronte ad un periodo di profonde contraddizioni, perché la classe operaia vive in condizioni di estremo disagio, mentre per quella borghese sono gli anni della Belle Époque.
A gettare le fondamenta per lo sviluppo dell’Art Nouveau è William Morris, il cui intento è quello di sfruttare la crescente industrializzazione per fare arte. Egli vuole rendere più interessante il lavoro degli operai, i quali diventano dei veri e propri creatori di opere d’arte in quanto realizzano oggetti utili, come elementi per l’arredamento, ma allo stesso tempo li rendono belli attraverso il decorativismo.
Questo nuovo modo di fare arte investe tutti gli ambiti: falegnameria, vetreria, ceramica, tessitura, grafica, etc.

Gli oggetti sfornati dall’industria, però, sono tutti uguali, privi di personalità, anche perché per rendere il prezzo di questi prodotti accessibile a tutti, si sacrificano le rifiniture. Si preferisce la quantità alla qualità.

L’espressione della società moderna è l’Art Nouveau (arte nuova), termine che esprime i contenuti innovatori di questo movimento.

In ogni paese il movimento assume un nome e sfaccettature diverse, a cause delle tradizioni e culture differenti. In Italia vi è lo Stile Liberty, il Modern Style in Inghilterra, in Spagna il Modernismo.
Le costanti del movimento, però, ovunque si sviluppi, sono:

  • L’uso di nuovi materiali (acciaio, cemento armato);
  • La linea in quanto elemento dominante;
  • Elementi decorativi che si ispirano al mondo vegetale (piante e fiori) e animale.

  • Il vero trionfo dell’Art Nouveau, però, si verifica nelle Arti Applicate, per cui la pittura e l’architettura passano in secondo piano.
    Si potrebbe citare, ad esempio, la ringhiera in ferro che Victor Horta realizzò Hotel Solvay a Bruxelles in cui prevale la linea e il motivo vegetale.

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