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Il Realismo

In Francia, dalla metà dell’Ottocento prese forma un nuovo movimento artistico guidato da Gustave Coubert: il Realismo. Per i Realisti l’oggetto della pittura è la realtà per quel che essa è, bella o brutta che sia. Per la prima volta furono rappresentati le classi umili: operai e contadini abbrutiti dalla fatica del lavoro, stiratrici e artigiani, poveri che vivevano nelle città e nelle campagna. Anche il modo di stendere il colore era nuovo per le pennellate ampie e aggressive usate da Coubert e dai suoi seguaci. Lo scandalo che i Realisti provocarono negli ambienti accademici fu assai grande: sembrava quasi un sacrilegio eliminare dalle tele le divinità greche o le immagini sacre. Più o meno negli stessi decenni nacquero le idee socialiste in conseguenza delle durissime condizioni di lavoro della classe operaia e si diffuse un forte atteggiamento di fiducia nel progresso e nella scienza. In pittura,la novità del Realismo fu la rivolta contro le accademie in favore di un contatto diretto con la natura e con il popolo. Questo tipo di rappresentazione diventò quasi un’indagine scientifica della realtà e della vita di tutti i giorni. L’artista descriveva e analizzava dettagliatamente ciò che vedeva, come un osservatore attento e distaccato.

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