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Medioevo: le vetrate


L’opera del monaco tedesco Teofilo, Schedula diversarum artium, è molto utile per capire la tecnica medioevale della fabbricazione delle vetrate. Il vetro trasparente è sempre stato utilizzato per chiudere le finestre o altre aperture (ne parlano Seneca e Plinio il Vecchio); nonostante questo, la tecnica impiegata in epoca medioevale era molto particolare e senza l’opera di Teofilo essa sarebbe rimasta sconosciuta. La vetrata policroma è costituita da diverse lastre di vario colore, unite da una sottile rete di righelli di piombo e tenuta insieme da una intelaiatura metallica. La vetrata caratterizza l’ architettura gotica che riduce lo spessore dei muri perimetrali, dando la possibilità di prevedere ampi aperture, di solito in senso verticale o a forma di rosone.
La tecnica era la seguente:
il modello dell’opera da realizzare veniva disegnato su di una tavola di legno, spalmata di gesso che più tardi verrà sostituita dalla carta o dalla pergamena. Poi si montavano i pezzi e si procedeva alla pittura dei singoli pezzi di vetro con la tecnica della grisaille. Quindi i pezzi venivano incastrati nell’armatura di piombo che aveva anche lo scopo di evidenziare i contorni delle immagini e metterle quindi in risalto. Due erano le persone coinvolte nella fabbricazione di una vetrata: il pittore, che si occupava del disegno, e il maestro vetraio che tagliava i vetri e si occupava della pittura monocroma o grisaille. Nelle cattedrali gotiche francesi (Chartres, Sainte-Chapelle di Parigi), il pittore si occupava personalmente del taglio oppure seguiva molto da vicino l’opera del maestro vetraio. In Italia, la vetrata non raggiunse mai la perfezione di quelle francesi e la separazione dei due ruoli era molto più netta. Importanti vetrate possono essere ammirate nella basilica superiore di Assisi e nel Duomo di Siena. Le prime sono attribuite in ordine cronologico a maestranze tedesche, francesi e italiane, mentre le seconde sono opere di Duccio di Buoninsegna e di Cimabue. In ogni caso, le vetrate avevano un evidente ruolo didattico: esse servivano a ricordare i fatti descritti dal Vecchio e dal Nuovo Testamento alle persone umili che non erano in grado di leggere.
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