Concetti Chiave
- Giotto, nato nel Mugello, è considerato il primo vero pittore moderno, superando il suo maestro Cimabue, come riconosciuto anche da Dante.
- Gli affreschi nella Basilica Superiore di Assisi rappresentano un'importante tappa della sua carriera, con storie della vita di San Francesco divise in 28 riquadri.
- Giotto ha rivoluzionato la pittura introducendo la prospettiva deduttiva e la rappresentazione della concretezza e dell'umanità nelle sue opere.
- La Cappella degli Scrovegni a Padova, affrescata da Giotto, è nota per la sua rappresentazione dei veri sentimenti umani, come evidente nel Compianto del Cristo Morto.
- Negli ultimi anni della sua vita a Firenze, Giotto ha lavorato su opere più mature e intimiste, come la cappella Bardi, prima di morire nel 1336.
Indice
La rivoluzione pittorica di Giotto
Nel 1290 circa si ha una rivoluzione in ambito pittorico con Giotto.
Giotto, nato nel Mugello, era un pittore attivo a Firenze ma lavorò in tutta Italia. Lavora ad Assisi, Padova, Bologna, Napoli.
Fu il primo vero pittore moderno e fu chiaro subito anche ai suoi contemporanei come Dante, che lo cita nel Purgatorio (Canto XI) quando dice che Giotto ha superato il suo maestro Cimabue.
Gli affreschi di Assisi
Il primo lavoro importante di Giotto furono gli affreschi nella Basilica Superiore ad Assisi su San Francesco (morto solo 50 anni prima).
Giotto suddivide le grandi pareti in riquadri. Ogni storia della vita del Santo ha un riquadro diviso da colonnine a capitello corinzio (in totale sono 28 riquadri).
Tra le prime scene fatte troviamo "Il dono del mantello". Giotto vuole rappresentare la concretezza della storia che, appunto, è vera.
Lo capisce bene l'allievo di Giotto Cennino Cennini che dirà del maestro che "tradusse l'arte del dipingere dal greco e dal latino e ridusse tutto al moderno." (Greco = Mondo bizantino, Latino = Mondo classico tradotti all'attuale).
Nel riquadro de "Il dono del mantello" si trovano le diagonali, si cercano le assi di simmetria e si posiziona al centro il protagonista con, in asse di simmetria, tutte le altre figure. Come sfondo utilizza un colore blu scuro (oggi ormai azzurro). Le figure non sono frontali e dialogano, non c'è una posizione gerarchica e il Santo è un uomo distinto solo per l'aureola perchè è alto quanto l'altro.
La prospettiva e l'umanità
La vera rivoluzione di Giotto è la riconquista della dimensione e l'invenzione della prospettiva deduttiva.
Giotto scopre lo spazio e la profondità. La profondità è dedotta da due metodi degli antichi romani: la posizione diagonale delle cose e dal "Chiaro/Scuro". Gli antichi facevano in modo di avere un contrasto di punti luce e ombra per creare l'effetto. Giotto faceva uguale.
Giotto raffigura ogni personaggio con una propria espressione ambientandola ai suoi tempi.
La cappella degli Scrovegni
Tra il 1303 e il 1305, Giotto, viene chiamato a Padova da un banchiere, Enrico Scrovegni per affrescare la sua cappella gentilizia.
La cappella non è molto grande e Giotto la affrescherà con le storie della Vergine Maria con all'ingresso il Giudizio Universale.
Giotto vuole rappresentare i veri sentimenti e raffigura i genitori della Madonna mentre si baciano con tutte le donne attorno che sorridono. Si cerca l'umanità nel Sacro.
La scena più importante è il Compianto del Cristo Morto che racconta di quando Gesù viene staccato dalla croce e tutti lo piangono.
Nessuno prima aveva mai rappresentato Cristo così. Di solito, Cristo trionfava sulla morte ma Giotto cerca anche qui l'umanità. Cristo non è al centro dell'opera. Al centro si trova San Giovanni Evangelista che però ci riporta a guardare Cristo.
Gli ultimi anni a Firenze
Giotto sarà l'artista più famoso, nella sua bottega avrà tanti artisti importanti.
Nel 1320 Giotto torna a Firenze e si occupa di architettura facendo lo schema del Campanile che però non costruirà mai personalmente perché morirà nel 1336.
Prima di morire però si occupa di 5 cappelle del transetto di Santa Croce. Oggi ne possiamo ammirare solo due, la cappella Bardi e la cappella Peruzzi, perché le altre sono state distrutte nell'alluvione del 1533.
Nella cappella Bardi rappresenta la morte di San Francesco. Giotto è più maturo e anziano rispetto a Padova ed usa colori meno accesi e delicati. Tutta l'opera è meno drammatica e assume un tono più intimista.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della rivoluzione pittorica di Giotto?
- Quali sono le caratteristiche degli affreschi di Giotto nella Basilica di Assisi?
- Come Giotto ha innovato la rappresentazione della prospettiva?
- Qual è l'importanza della cappella degli Scrovegni nel lavoro di Giotto?
- Come si evolve lo stile di Giotto negli ultimi anni della sua carriera?
Giotto è considerato il primo vero pittore moderno, superando il suo maestro Cimabue e introducendo una nuova dimensione e prospettiva nell'arte, come riconosciuto anche da Dante nel Purgatorio.
Gli affreschi di Giotto ad Assisi sono suddivisi in 28 riquadri, ognuno rappresentante una storia della vita di San Francesco, con un uso innovativo di diagonali e simmetria, e un'attenzione alla concretezza e all'umanità delle figure.
Giotto ha inventato la prospettiva deduttiva, utilizzando metodi antichi come la posizione diagonale e il chiaroscuro per creare profondità e spazio, rendendo ogni personaggio unico e espressivo.
Nella cappella degli Scrovegni, Giotto rappresenta storie della Vergine Maria e il Giudizio Universale, cercando di esprimere sentimenti umani autentici, come evidenziato nella scena del Compianto del Cristo Morto, dove l'umanità prevale sul trionfo.
Negli ultimi anni, Giotto mostra una maturità artistica, utilizzando colori più delicati e un tono intimista nelle sue opere, come nella cappella Bardi, dove rappresenta la morte di San Francesco con un approccio meno drammatico rispetto ai suoi lavori precedenti.