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San Francesco dona il mantello ad un povero

"Quando il beato Francesco si incontrò con un cavaliere, nobile ma povero e malvestito, dalla cui indigenza mosso a compassione per affettuosa pietà, quello subito spogliatosi, rivestì." Così recita la Legenda Maior di Bonaventura di Bagnoregio, opera scritta in latino dove viene raccontata la vita di San Francesco dalla quale Giotto prende spunto per affrescare Assisi.
Questa è la seconda scena delle 28 presenti.
In questa scena vediamo San Francesco che dona a un povero mendicante il suo mantello. Il mendicante di cui si parla non è altro che San Martino di Tours di Ungheria. Nell'affresco l'occhio cade sui tre colori primari che regnano su tutto il complesso della scena: il rosso, il giallo e il blu (un po' rovinato). Il rosso è un colore di espansione e significa che, quando lo si guarda, il nostro occhio tende a espndere la scenza in quel preciso punto. Il blu (ormai azzurro) è invece un colore di contrazione e significa che, quando lo si guarda, il nostro occhio tende a contrarre la scena in quel preciso punto. La scena è tendente verso destro e, in quest'epoca, è significativo che il protagonista non stia al centro. Giotto, a differenza dei suoi predecessori, contesualizza sempre la scena, mettendo i personaggi all'interno di un contesto. Sullo sfondo infatt si notano a sinistra la città di Assisi e a destra una chiesa. Entrambe queste due istituzioni convertono in San Francesco, fattore molto significativo all'interno della scena.
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