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La basilica di San Vitale - Descrizione


Sotto il regno di Giustiniano furono costruite due grandi ed importanti chiese destinate ad accresce il prestigio imperiale nei confronti del popolo. Questi due edifici sono Santa Sofia a Costantinopoli e S. Vitale a Ravenna.
San Vitale ha una pianta centrale. Il perimetro ottogonale è ripetuto all’interno da un secondo ottagono, delimitato da otto grandi pilastri angolari; il entro è coperto da una cupola che poggia su archi diagonali. Questa serie di linee curve risponde ad esigenze soltanto di tipo estetico e non funzionali. I diversi spazi, che si vengono così sa creare, non sono distinti e le zone circostanti restano indefinite e nella semi oscurità. Questo crea anche uno spazio sfuggente, continuamente moltiplicato da una luce che è filtrata in modo diverso a seconda delle zone. Sembra quasi che la solidità materiale del monumento si trasformata in qualcosa di leggero e trasparente a causa della molteplicità dei punti di vista, del rivestimento delle pareti con lastre di marmo e dei luminosi effetti policromi dei mosaici che arricchiscono l’interno.
Fra le parti più interessanti della basilica dobbiamo citare i due mosaici con cui è decorata l’abside, posti uno di fronte all’altro e rappresentati, rispettivamente, l’imperatrice Teodora con il suo seguito e l’Imperatore Giustiniano con il suo seguito e l’arcivescovo Massimiano. Il lavoro fu commissionato a maestranze locali, ma per il significato iconografico delle scene, per la scelta dei temi e le soluzioni stilistiche adottate, l’influenza bizantina è molto evidente. L’imperatore e l’imperatrice, accompagnati dai personaggi di corte, seconda una dente nelle scelte stilistiche: posture rigide, immagini frontali, corpi appiattiti, privi di volume senza traccia dell’anatomia sottostante i drappeggi e gravità ieratica, simbolo dello status dei personaggi rappresenta
Nel mosaico, con Giustiniano è rappresentato Massimiano, vescovo di Ravenna dal 546. Esso è collocato accanto all’Imperatore per mettere in evidenza lo stretto rapporto Stato-Chiesa. La figura di Giustiniano, che porta il pane per l’Eucarestia, occupa la posizione centrale ed corredata dai suoi simboli regali e religiosi, cioè la corona e l’aureola. La collocazione dei dignitari e dei prelati dà l’impressione allo spettatore che essi il corteo si stia muovendo verso l’abside. Nel mosaico di Teodora, notiamo una ricchezza di dettagli rispetto a quello precedente e la stessa Imperatrice, che porta il vino per la consacrazione, per il suo abbigliamento spicca sugli altri personaggi. Un servitore tiene alzata una tenda per farci capire la direzione verso la quale il corteo si sta muovendo.
Occorre anche segnalare che i due episodi rappresentati non trovano alcun riscontro nella realtà perché mai l’Imperatore e l’imperatrice si recarono a Ravenna e quindi la loro presenza è solo simbolica e attinente esclusivamente ad una dimensione sovrumana ed è questa la chiave di lettura dei due mosaici.
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