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Costantinopoli

Costantinopoli è la città voluta e costruita dall'imperatore Costantino. La rottura dell’unità imperiale fu favorita proprio dalla costruzione di questa nuova capitale. Non ci è rimasto molto di Costantinopoli: dai tempi dell’imperatore Giustiniano (siamo nel 550 circa) è rimasta la Chiesa di Santa Sofia.
Sotto Giustiniano si ebbe una rinascita della città. Giustiniano riportò sotto la sua influenza quell oche rimaneva della penisola italica, mentre a Roma rimase soltanto il papa con la sua corte. Costantinopoli si chiamava prima Bisanzio; da questo antico nome della città, deriva la cosiddetta "età bizantina". Teodorico, un capo barbaro allevato a Costantinopoli, viene mandato a riconquistare l'Italia e a liberarla dal giogo delle popolazioni barbariche che vi si erano insediate. Teodorico venne consegnato quale ostaggio a Costantinopoli. La cultura di Teodorico fece sì che l'imperatore Zenone si fidasse di lui e lo mandasse alla riconquista della penisola. Alla morte di Teodorico, si apre una lotta per la successione. Questa lotta delineò spinte autonomistiche da Bisanzio: i nuovi capi militari volevano la totale autonomia dalla capitale. In quel momento, al governo c'era Giustiniano. Resosi conto di questa situazione, Giustiniano allestì un potente esercito, guidato dal generale Belisario, che sconfisse gli visigoti in una lunghissima guerra durata 18 anni. Gli ultimi bizantini andarono via dall'Italia all'arrivo dei Normanni, perciò, fino al 1050, la cultura figurativa italiana è dominata dalla cultura bizantina. La cultura figurativa di Bisanzio accentua gli aspetti che abbiamo già visto nel tardo-antico: la perdita del pathos, la frontalità, la bidimensionalità, la perdita della corporeità.

Il paradigma dell'arte Bizantina è il ritratto di Giustiniano e Teodora, accanto al vescovo Ambrogio, mentre partecipano all'Eucarestia. I protagonisti stanno guardando davanti a sè, non hanno espressività, in una paratattica rappresentazione simbolica del potere. Giustiniano sta portando una cesta con il pane, mentre Teodora ha in mano la coppa con il vino.

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