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L’ARCHITETTURA RELIGIOSA NEL VI SECOLO

Giustiniano trasformò Costantinopoli in un vero e proprio cantiere,facendo costruire o restaurare ben 33 chiese.
Il fenomeno architettonico più rilevante fu la preferenza accordata agli edifici a pianta centrale, con il conseguente perfezionamento della copertura a cupola.
Ciò comportò l’introduzione di una concezione dinamica dello spazio architettonico,circoscritto e nello stesso tempo indefinito, in cui il fedele si trovava immerso privo di punti di riferimento. Il primo esempio significativo di questa tipologia fu la chiesa dei Santi Sergio e Bacco (527-536), strettamente connessa al Palazzo imperiale,un edificio di dimensioni ridotte, ma molto elegante per la copertura a cupola a spicchi e per la pianta, formata da una sorta di doppio recinto, quadrangolare all’esterno e ottagonale all’interno,che crea uno spazio interno unitario verso il quale convergono gli ambienti esterni. L’ardimento delle soluzioni adottate rapidamente imitate in tutto l’Oriente, fu superato solamente da Santa Sofia, realizzata tra il 532 e il 562. Più semplicemente fu la terza importante fondazione giustiniana della capitale, la basilica dei Santi apostoli, ricostruzione dell’Apostoleion costantiniano.

La chiesa, oggi non più esistente, aveva una pianta a croce latina, con cinque cupole, una all’incrocio dei bracci e le altre quattro intorno. All’ Apostoleion giustinianeo si ispirò la basilica di San Giovanni a Efeso, di cui restano imponenti resti: costruita da Giustiniano e Teodora tra il 548 e il 565 su una basilica che nel 5°secolo aveva inglobato il più antico martyrion di Giovanni era preceduta da un grande atrio e dotata di sei cupole.

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