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DALL’ARTE BARBARICA ALLA TRADIZIONE CLASSICA

All’arrivo in Italia nel 568 dopo una lunga migrazione dalle rive del mare del Nord, i longobardi erano privi di una cultura urbana,che acquisirono solo occupando le città romane e usandole come centri amministrativi del loro regno nell’Italia settentrionale e dei loro ducati di Spoleto e di Benevento.
Eccellevano però, come in genere tutte le popolazioni germaniche, nella lavorazione dei metalli. Le tecniche erano molto raffinate: lo documentano le spade a motivi decorativi a intreccio o con figure di animali stilizzati, le croci in lamina d’oro e le fibbie, spesso di forma animale e lavorate con la tecnica detta cloisonné.
La conversione dei longobardi dall’arianesimo al cattolicesimo, voluta dalla regina Teodolinda (morta nel 625), diede impulso alla fondazione di chiese e monasteri (per esempio il monastero di Bobbio e le chiese di San Vincenzo al Volturno e di San Salvatore a Brescia).

L’arte in generale abbandonò il repertorio ‘’barbarico’’ per avvicinarsi alla tradizione classica e bizantina, il cui recupero conferiva prestigio alla nuove opere. Le realizzazioni maggiori sono caratterizzate spesso da un linguaggio raffinato, dovuto all'intervento di maestranze di formazione ‘’latina’’ o bizantina.

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