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Villa dei Misteri - Scena della catechesi


Descrizione della parte iniziale (matrona seduta, donne in piedi e bambino che legge)
  • È un affresco.
  • È stato dipinto tra l’80 e il 60 a.C.
  • Si trova nella Villa dei Misteri a Pompei, più precisamente nella sala del triclinio.
  • Non ha un autore preciso.

  • La donna in primo piano è a sinistra e accenna un passo verso destra. È rivolta di profilo. Ha una mano appoggiata al fianco, mentre con l’altra tiene alzato il manto. Ha un lungo vestito.
    La donna in secondo piano è a destra e accenna un passo verso destra. È rivolta verso lo spettatore con il viso di ¾. Con una mano regge un ramoscello di mirto, che ha anche in testa come corona, mentre con l’altra regge un vassoio con delle offerte. Indossa una lunga gonna, scura fino alle ginocchia e trasparente dalle ginocchia in giù. Il bambino sta leggendo ed è in piedi e nudo.
    La donna in terzo piano è seduta con le gambe incrociate. È rivolta verso lo spettatore con il viso di ¾ rivolto verso sinistra. Con una mano regge un manoscritto arrotolato, mentre l’altra l’ha appoggiata sulla spalla del bambino che legge. Anch’essa ha un vestito lungo, ma la spalla destra scoperta.
    In quarto piano ci sono delle lesene, che sono delle colonne ma non hanno una funzione di sostenere la struttura ma solo di decorazione, di abbellimento. Rappresentano un elemento di continuità, ma anche di interruzione, perché circoscrivono le varie scene del rito.
    Nell’opera è presente la luce, che proviene da sinistra. È una luce artificiale. Questo elemento è percettibile dai chiari-scuri sulla carnagione e dalle ombre sul pavimento delle figure. La luce fa percepire la sensazione di volume.
    In quest’opera ci sono elementi che hanno un volume duro e marcato, mentre altri che ce l’hanno più morbido. Il volume è percettibile grazie alla luce. Si può notare nei drappeggi della donna di sinistra e nelle pieghe della gonna della donna seduta. In questi casi il volume è molto marcato. Invece nel bambino il volume è più morbido e lieve, senza forti contrasti tra le linee, è più armonico.
    L’affresco è colorato e sono presenti diversi contrasti, soprattutto tra colori complementari e colori caldi e freddi. Il principale contrasto di complementari è tra il pavimento (verde) e lo sfondo (rosso). Invece il contrasto più evidente è tra i vestiti (freddi) e lo sfondo caldo. in particolare sono i vestiti della donna seduta e di quella di sinistra che fanno da forte contrasto. Anche il colore caldo della carnagione fa da contrasto con i vestiti. C’è anche un contrasto tra chiaro-scuro: tra la gonna della donna di destra e le sue gambe e il resto del corpo.
    La composizione dell’opera è composta da tre gruppi. C’è un ritmo regolare verso destra. Il pieno e vuoto è regolare ed è percettibile grazie alle linee che dividono le figure dallo sfondo.
    L’opera vuole rappresentare l’inizio dei riti dionisiaci. Lo spettatore è condotto in una realtà surreale, data dal rosso acceso e passionale dello sfondo. Per lo spettatore che si trova in mezzo alla sala è davvero una sensazione strana, di inquietudine. Le figure sono sia vere, reali che fantastiche e mitologiche, come il bambino che sa leggere, molto probabilmente è Dionisio da piccolo.
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