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Le tombe egiziane (arte funeraria)


Le tombe egiziane si dividevano in tre tipi: mastabe, a gradoni e a facce lisce.
Le mastabe aveva la forma a tronco di piramide, cioè a trapezio, e solitamente vi si entrava solamente per i riti al defunto, dato che quest'ultimo non vi si trovava all'interno, ma sotto terra. La base della tomba era rettangolare ed era solitamente sfruttata dalla gente più povera.
Le piramidi a gradoni avevano le facce a scalinata ed erano un'evoluzione delle mastabe. Il defunto era posto comunque sotto terra ma queste tombe erano riservate ai nobili o al massimo a principi.
Infine vi furono le piramidi che conosciamo noi oggi, cioè quelle a facce lisce. Erano sfruttate solamente dai faraoni, che alla loro morte, non venivano posti sotto terra ma all'interno della piramide. Le facce erano lisce perché stavano ad esaltare due elementi: per l'idea di salire verso Dio e di raggiungerlo, e per il fatto che i raggi del sole indicassero la discesa del dio del sole sulla terra. La base di queste piramidi è quadrata per facilitarne l'orientamento, dato che gli egiziani studiavano molto l'astronomia.
Le piramidi a facce lisce più importanti sono quelle di Giza e sono le tombe di Keope, Kefren e Micerino.
In seguito nacquero anche le tombe sotterranee per evitare i furti, che spesso avvenivano nelle piramidi. Un esempio di zona dedicata a queste tombe sotterranee è la Valle dei Re, in Egitto.
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