Il paesaggio dei dintorni delle città etrusche è caratterizzato dai tumuli del periodo orientalizzante, l'esempio più noto e tipico è rappresentato dalle tombe della necropoli della Banditaccia a Caere. Verso il 700 a.C. Comparvero per la prima volta in Etruria le tombe a camera intagliate nella roccia (Norchia) . Le tombe a pozzo e a fossa fino ad allora in uso continuarono ad essere usate ancora per un certo periodo accanto al nuovo rito di sepoltura. Al primo periodo di fioritura della cultura etrusca appartengono le grandi camere tombali rettangolari o rotonde, costruite con pietre accuratamente intagliate e con false colte. La più sontuosa di tali tombe è la Regolini – Galassi nella necropoli del Sorbo a Caere. La tomba Regolini – Galassi comprende un dromos (corridoio) ai cui lati si aprono due camere rettangolari sovrastate da una falsa volta, una camera posteriore che è la tomba vera e propria. La pianta – tipo delle tombe etrusche comprendeva appunto un dromos, due celle laterali in cui venivano sepolti i servi oppure in cui veniva conservato il corredo funebre; un altro dove erano adagiati sui letti funebri gli ultimi componenti della famiglia padrona della tomba; sul lato dell'atrio opposto al dromos si aprivano tre camere funebri in cui venivano sepolti: in quella di mezzo dedicata al dio principale, i capostipiti della famiglia, nelle altre due camere dedicate ad altre due divinità, i figli dei capofamiglia. Lo schema tombale evoca e riprende presumibilmente la pianta dell'edificio domestico, grande sviluppo ebbero i tumuli nell'età orientalizzante, simbolo maestoso della potenza dell'aristocrazia nobiliare. Conseguentemente con il livellamento sociale. L'incremento demografico è la mancanza di uno spazio idoneo, le tombe si rimpicciolirono ed assunsero una forma parallelopipedale (tombe a dado). Le tombe talvolta erano riaperte ed agli originali cadaveri ne erano sostituiti od aggiunti altri è emblematico il caso di un sepolcro in cui furono riscontrate le sepolture. Le tombe erano sigillate e per evitare che i morti cadessero in stato di putrefazione vi era introdotto il foculos (braciere di terracotta) che consumava l'ossigeno. Celebri monumenti e testimonianze del vivere etrusco sono gli ornamentali dipinti delle tombe tarquiniesi della necropoli di Monterozzi che sono anche simbolo con le loro raffigurazioni denotano l'eventuale stato di florido splendore o decadenza della civiltà Tuscanica. Al 500 circa risalgono le cosiddette tomba ad edicola, piccoli ambienti rettangolari fatti di massi quadrati regolari con tetto li due spioventi scoperti nella necropoli di San Cerbone vicino a Populonia.

Dopo il 400 l'architettura tombale conobbe un cambiamento. Accanto alla sepoltura dei cadaveri che continuò a prevalere si diffuse di nuovo il costume della cremazione e della raccolta delle ceneri in un urna. Le già nominate tombe a dado facevano parte del grande gruppo delle tombe rupestri, accessibili come n località quali San Giovenale, San Giuliano, Blera, Norchia, Castel d'Asso soltanto attraverso gole.

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