Storia dell'arte greca


L’arte greca è definita “l’arte per eccellenza”, che sta alla base della cultura occidentale; i campi principali in cui quest’arte si svilupperà, sono l’architettura, costituita da imponenti templi e la scultura con le meravigliose statue.
Andando ad approfondire l’arte statuaria, possiamo dire che i soggetti sono sia uomini che donne, che possono essere rappresentati con la tecnica del nudo, cioè viene scolpito un corpo nudo, oppure del panneggio, che si evidenzia con la presenza di una veste molto morbida: quest’ ultima è usata soprattutto per la rappresentazione delle donne mentre il nudo è ricorrente negli uomini.
Andremo ad analizzare 3 periodi dell’arte greca:
- Periodo arcaico (in generale)
- Periodo classico (discobolo, doriforo, bronzi di Riace, Ermes con il piccolo Bacco e Afrodite)
- Periodo ellenistico (Afrodite di Milo, Nike di Samotracia e Laocoonte)
Il periodo arcaico
Lo stile in questo periodo è abbastanza approssimativo e per certi versi anche rudimentale e rozzo perché le linee sono geometriche e stilizzate. Analizziamo ora la figura a pagina 77, in cui il soggetto è giovane e ritratto nella sua nudità, non si può dire che l’anatomia del suo corpo sia studiata nel dettaglio, poiché è piuttosto geometrica e inverosimile: i muscoli sono esaltati e i pugni vengono rappresentati stretti, allusione alla forza del ragazzo; mentre il viso non è né naturale, né ben delineato, perché il soggetto presenta gli occhi eccessivamente sporgenti, il sorriso inespressivo ed i capelli rigidi.
Il periodo classico
Questo periodo inizia nel 450 a.C., esaminiamo ora le principali opere.
- Il Discobolo
Questo nudo di Mirone, rappresenta un ragazzo colto proprio nel momento di massima concentrazione che precede il lancio del disco, si dice perciò che il movimento è in potenza. Per quanto riguarda la rappresentazione di questo nudo si può notare che non è più ritratto con una tecnica geometrica, bensì sciolta e la sua muscolatura è contratta per lo sforzo ma naturale nella sua anatomia, mentre il volto anche se è ben rappresentato, è inespressivo. Viene utilizzato il chiaro-scuro per evidenziare alcune parti del corpo (in marmo); quest’opera, come tutte quelle greche, è molto verosimile ma rappresenta un ideale troppo perfetto.


- Doriforo
Questo nudo di Policleto, che rappresenta un guerriero colto durante il movimento e con una lancia in mano, è perfetto nella sua anatomia e in ogni angolazione e la muscolatura è esaltata ancora di più dal chiaro-scuro; il soggetto è in piedi, rappresentato con la tecnica della ponderazione, cioè con il peso che grava più su una gamba e nella mano sinistra porta una lancia, analizzando il volto possiamo vedere come questo sia inespressivo come nel discobolo. La statua presenta delle perfette proporzioni, dovute all’uso del canone, una regola che aiutava gli scultori con le proporzioni da mantenere in un plastico, il modulo, cioè l’unità di misura, va identificata con la testa, che è 1/8 del corpo.

- I Bronzi di Riace
Questi due nudi si chiamano “bronzi di Riace” perché sono stati trovati in una nave antica naufragata a largo della località di Riace. Si sa per certo che quelli rinvenuti si trattino degli originali e sono in bronzo, materiale in cui il chiaro-scuro risalta in maniera particolare e rende molto il dinamismo, poiché questo metallo è brillante e la luce vi si riflette molto meglio che sul marmo. Di solito il plastico è a grandezza naturale, ma questi due, sono addirittura più grandi della misura consueta: sono circa 2 metri. I soggetti erano sicuramente dei guerrieri, lo riusciamo a capire dalla posizione delle braccia: alla mano destra si presume avessero una lancia e a sinistra lo scudo, mentre sulla testa ci doveva essere un elmo; per quanto riguarda il corpo, è rappresentato in entrambe le figure, come un corpo muscolosissimo ma coerente con l’anatomia umana, mentre i visi sono coperti dalla barba, che incornicia i due volti e simboleggia la maturità dei due uomini, la mimica esprime una consapevolezza della propria forza. Queste statue sono realizzate con la fusione: una volta sciolto il bronzo, si fa colare nello stampo e si attende il raffreddamento, quando la statua è diventata rigida, si rompe lo stampo e ne esce il plastico pronto.
- Prassitele
Prassitele è uno scultore e architetto molto importante, si ricorda per la sua eleganza e raffinatezza. Analizziamo ora le sue opere plastiche più importanti.
- Hermes con Dioniso bambino
In questo caso i soggetti sono due dei in sembianze di uomini e, perciò l’ideale di bellezza è diverso, non più muscoloso, ma longilineo e raffinato. L’uomo rappresentato è Hermes, mentre il bimbo è suo figlio, Dionisio. Analizziamo ora Hermes, la sua figura si appoggia su un tronco d’albero, abbellito con un panneggio, mentre il corpo è armonizzato dal chiaro-scuro e l’espressione è un po' malinconica; Dionisio è in braccio ad Hermes e con lo sguardo segue l’altra mano del padre, che è rotta e si presume tenesse un grappolo d’uva: il bimbo forse voleva toccarlo.
- Afrodite Cnidia
La scultura rappresenta Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza, incarnata da una donna, per la prima volta un soggetto femminile è rappresentato nudo. Questa figura è aggraziata nella posizione, malinconica nell’espressione e delicata nel chiaro scuro, rappresenta infatti Afrodite appoggiata ad un’anfora e con in mano un panneggio: la donna si sta recando a fare il bagno, e appoggia il suo abito su un’anfora.

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