Concetti Chiave
- Skopas, attivo tra il 375 a.C. e il 330 a.C., è considerato un maestro del phatos, focalizzandosi sull'intensità dei sentimenti.
- La statua di Menade evidenzia la torsione e il dinamismo, riflettendo il furore dionisiaco attraverso movimenti espressivi e dettagli vivaci.
- I frammenti dei frontoni del Tempio di Atena Alèa a Tegea mostrano l'allontanamento dai miti olimpici, privilegiando narrazioni mitiche locali e umane.
- Skopas rappresenta eroi come Telefo, con volti espressivi e tensioni evidenti, trasmettendo emozioni intense attraverso dettagli anatomici.
- La sua opera si distingue per la capacità di evocare passioni umane, rendendo le sue sculture profondamente espressive e innovative per l'epoca.
Skopas e il phatos
Nato nell'isola di Paro e attivo, come il contemporaneo Prassitele, tra il 375 a.C. e il 330 a.C., Skopas venne definito maestro del phatos, ossia della rappresentazione dell'intensità dei sentimenti e delle passioni.
Menade: La torsione che Skopas applicava alla solidità dei corpi è evidente nella piccola statua di Menade (seguace del culto orgiastico di Dioniso), celebre copia romana conservata a Dresda. Il furore dionisiaco del soggetto ben si presta alla ricerca espressiva di Skopas, che rovescia all'indietro la testa della fanciulla e ne scompiglia la capigliatura, mentre anche il succinto chitone si apre al ritmo tumultuoso della danza.
Frontoni del Tempio di Atena
Frontoni del Tempio di Atena Alèa: Di tutta la sua produzione oggi conserviamo in originali solo i frammenti dei frontoni realizzati per il Tempio di Atena Alèa a Tegea, in Arcadia, di cui fu anche architetto. La scelta del soggetto raffigurato mostra un allontanamento dal modello classico, legato ai grandi miti delle divinità olimpiche: Skopas prediligie le narrazioni mitiche locali, che gli permettono di rappresentare eroi più vicini alla natura umana e alle sue passioni.Proviene dal frontone occidentale dedicato alle imprese dell'eroe locale Telefo (figlio di Eracle e Auge) una testa di guerriero con elmo: le superficie sono tese e rigonfie, i particolari del volto sono ravvicinati tra loro, la bocca è dischiusa nello sforzo, mentre l'approfondimento delle orbite e il volgersi verso l'alto degli occhi infossati conferiscono allo sguardo un'intensa espressione.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del termine "phatos" in relazione all'opera di Skopas?
- In che modo Skopas si distacca dai modelli classici nella sua produzione artistica?
- Quali caratteristiche distintive presenta la testa di guerriero proveniente dal frontone occidentale del Tempio di Atena Alèa?
Il termine "phatos" si riferisce alla rappresentazione dell'intensità dei sentimenti e delle passioni, un aspetto che Skopas ha saputo esprimere magistralmente nelle sue opere, come evidenziato nella statua della Menade.
Skopas si allontana dai modelli classici scegliendo di rappresentare narrazioni mitiche locali piuttosto che i grandi miti delle divinità olimpiche, permettendo così di esplorare eroi più vicini alla natura umana e alle sue passioni, come dimostrato nei frontoni del Tempio di Atena Alèa.
La testa di guerriero mostra superfici tese e rigonfie, con particolari del volto ravvicinati, bocca dischiusa nello sforzo e uno sguardo intenso, grazie all'approfondimento delle orbite e al volgersi verso l'alto degli occhi infossati, evidenziando l'abilità di Skopas nel trasmettere emozioni forti.