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Arte Etrusca


La civiltà più importante tra quelle preromane è quella degli Etruschi (Toscana, Umbria, Lazio). Gli Etruschi erano organizzati in città-stato, per cui erano tutte autonome. Nel periodo di massima espansione, arrivano fino in Campania ed Emilia Romagna. Con la cacciata dell’ultimo re etrusco da Roma (Tarquinio il Superbo) e l’arrivo dei Greci, gli Etruschi si indebolirono. Con la caduta di Velo e la sconfitta da parte dei Romani, gli Etruschi si unificarono con altre popolazioni della penisola.
Le città sorgevano sulle colline, protette da mura, da dove si aprivano alcune porte realizzate ad arco reale (es. arco di Volterra).
La maggiore testimonianza dell’architettura etrusca è quella funeraria. Gli Etruschi credevano nella vita dopo la morte, dunque costruivano le tombe come una sorta di abitazione. La più nota è il tumulo (tomba a cupola)
La tomba di Casale Marittimo è formata da una serie di anelli che si restringono andando verso l’alto. Un pilastro rastremato sostiene la struttura.
Le camere funerarie erano capolavori architettonici, come la Tomba degli scudi e delle sedie.
Dei templi etruschi non ci resta molto purtroppo, se non gli basamenti in pietra, dato che il resto era prevalentemente in legno. Erano larghi, con tre celle (ognuna per una divinità) e quattro colonne di tipo tuscanico (simile alle doriche). Si ergevano su un alto podio.
Tra le sculture troviamo i canopi (urne con coperchio a forma di testa umana), conservati nella camera sepolcrale.
Uno dei sarcofagi più celebri è il Sarcofago degli Sposi nel quale una coppia giace su un letto con materasso, coperta e cuscini. (alcuni elementi sono di derivazione Ionica come il sorriso e l’acconciatura)
L’Apollo di Velo ha molti elementi di derivazione Ionica (acconciatura, espressione, piaghe della veste) tanto che si pensava fosse una scultura greca.
Una delle sculture più importanti dell’arte etrusca è la Lupa Capitolina (simbolo di Roma). Ha un aspetto aspro e aggressivo. Ha lo scopo di far cogliere il senso: la lupa è ossea, la vena gonfia, le mammelle gonfie (indicano che Roma, per quando piccola all’inizio, ha fame di espansione). I piccoli Romolo e Remo furono aggiunti in seguito.
Altra importante scultura è la Chimera di Arezzo, colta un attimo prima del balzo. Anche qui vi è una forte espressività e una potente struttura geometrica data dalle curve dell’animale.
Il Bruto Capitolino (etrusco o romano) è un ritratto che esprime severità morale e l’intenso sguardo rendono la psicologia del soggetto.
L’Arringatore del Trasimeno rappresenta Aulo Metello (di mezz’età) mentre tiene un discorso. Dopo quest’opera, sarà concessa la cittadinanza romana a tutti i nati a sud del Po e gli Etruschi cesseranno di esistere.
La pittura etrusca si manifesta soprattutto sulle pareti delle tombe, con scene di danze, caccia, pesca banchetti. Le figure erano bidimensionali e i colori si riducevano al rosso, bruno, azzurro e verde.
L’esempio più antico è nella tomba dei Tori, dove Achille sta per uccidere Trollo, figlio del re Priamo (Troia) dato che i Greci non avrebbero conquistato Troia se Trollo avesse compiuto vent’anni.
La tomba dei Cavalli presenza scene eleganti ed equilibrate.
Nella tomba dell’Orco si nota il contatto degli Etruschi con la cultura greca. L’espressione della fanciulla mostra una visione più drammatica della morte (corrisponde anche alla crisi della civiltà etrusca).

Arte Romana


La storia di Roma parte da un centro di pastori ed agricoltori e arriva a diventare il centro di un immenso impero.
L’arte assume una funzione politica e sociale, dove si esalta la grandezza di Roma. La leggenda dice che sia stata fondata da Romolo sul colle Palatino.
Inizialmente, Roma non dava importanza all’arte, quanto più alle questioni di Stato e alle guerre. A partire dalla conquista della Grecia, Roma comincia ad apprezzare l’arte, questo grazie anche al contatto avuto con l’arte greca.
“Graecia capta ferum vincitorem cepit”
Accanto all’arte ufficiale (classica) c’è sempre stata un’arte popolana, che perdurerà fino al Medioevo.
Per i Romani, l’architettura doveva avere una funzione utile. Si inventano nuove tecniche edilizie (arco e la volta). Si sono sviluppate infrastrutture ed edifici pubblici mai realizzati prima (ponti, acquedotti, teatri, anfiteatri, strade, terme…)
L’arco a tutto sesto (da cui deriva la volta a botte e la cupola semisferica) costituisce una grande innovazione. Si creano archi con ampiezze mai viste prima.
L’espansione sempre più vasta di Roma pone la necessità di costruire una rete stradale (sovrapposizione di più strat di materiale lapidei).
Per superare i fiumi si costruirono ponti e qui gli archi si rivelarono fondamentali (come anche delle porte urbane e nelle fognature). La costruzione dei ponti era considerata un’attività sacra.
Sempre grazie agli archi si costruirono gli acquedotti.
La domus (casa patrizia) si apriva intorno ad un atrium con un bacino per raccogliere l’acqua piovana. Intorno c’erano i cubicoli (gli alloggi). Poi c’era il tablinum (luogo rappresentativo della casa, accanto al quale c’era il triclinium, la sala da pranzo) e da lì si passava all’hortus (giardino).
L’insula era un palazzo a più piani diviso in appartamenti. Questa era aperta verso l’esterno, con finestre e balconi. Erano molto rumorose. Chi la costruiva cercava di fare più alloggi possibile per riscuotere il maggior numero di affitti (ci potevano essere anche 200 abitanti).
Le città romane (ma non Roma) erano realizzate secondo lo schema ippodameo. Vi correvano due assi principali: il cardo (nord-sud) e il decumano (est-ovest). All’incrocio di esse c’era il foro.
Il Tempio di Vesta è uno dei pochi edifici di età repubblicana quasi integro. Presenta una pianta circolare. Le colonne (20) sono profondamente scanalate. La trabeazione originale è andata perduta (ora ce n’è un’altra, che dona all’edificio un aspetto tozzo). Fu usato per secoli come chiesa.
Il Tempio della Fortuna Virile ha molti elementi di origine greca ed etrusca. Fu usato anch’esso come chiesa.
Sorsero le prime basiliche civili (si amministrava la giustizia), a pianta rettangolare.
Nacque l’idea del ritratto. Si ricavavano maschere di cera dal viso dei defunti che venivano conservate per ricordare la persona cara. Da qui si passò ai busti di marmo dove il ritratto diventa veristico (inclusi i difetti).
Dell’età repubblicana restano esempi di pittura murale soprattutto a Pompei ed Ercolano.
- Primo Stile: si imitano le lastre marmoree rettangolari per risparmiare sul marmo vero.
- Secondo Stile: si riproducono colonne e archi, per riprendere la scenografia teatrale.
- Terzo Stile: si raffigurano figure umane su sfondi monocromatici.
- Quarto Stile: si cerca di dare l’illusione della prospettiva, è simile al Secondo Stile ma molto più ricco e fastoso.

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