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L'Etruria e i Romani

Gli etruschi crearono i primi centri urbani nell'Italia centro-settentrionale, i quali eranocircondati da cinta murarie caratterizzate da torri e fossati. Le porte cittadine erano ad arco e venivano decorate da teste maschili e femminili.
I templi etruschi venivano costruiti con il legno e con i mattoni. Era situato come quello greco su un alto basamento accessibile tramite una lunga scalinata.
Gli etruschi rivestirono particolare cura e attenzione alle necropoli, organizzandole come delle vere e proprie città dei morti. Le tombe a ipogeo erano scavate nella pietra e decorate con temi vivaci.
La scultura etrusca ebbe la sua massima espressione nell'età arcaica (VII-V secolo a.C) e venne influenzata da quella greca.

I romani per molto tempo non furono interessati all'arte e ne erano diffidenti. Infatti i primi rilevamenti artistici che comparvero a Roma provenivano dalle razzie delle città elleniche conquistate, e tale circostanza non permise inizialmente la nascita di una corrente artistica originale. Situazione che cambiò nel 212 a.C con il saccheggio di Siracusa. Inizialmente l'arte romana prendeva spunto da quella etrusca è da quella magnogreca, motivo per il quale la Roma arcaica fu rimpiazzata dai templi ellenici.

Diverso fu l'approccio che i Romani ebbero con l'architettura, unico ambito in cui i romani espressero tutto il loro potenziale. Infatti con le nuove tecniche di costruzione,con l'uso del l'arco e della volta a botte, con nuovi materiali leganti (come il calcestruzzo), gli architetti diedero vita a opere architettoniche magnifiche e talvolta funzionali, come le strade, gli acquedotti, i sistemi fognari, i ponti (caratteristici della Roma repubblicana).
I Romani svilupparono principalmente tre tipi di muratura
1)Opus incertum (sopratutto in epoca repubblicana) che era formato da pietre informi senza un ordine preciso.
2)Opus reticulatum (sopratutto tra il I a.C e il I d.C) che era formato da blocchi tronco-piramidali inclinati di 45º per ottenere dei rombi.
3)Opus latericium (il più usato dopo I d.C) che era formato da mattoni di terracotta sottili disposti in file orizzontali.

Infine possiamo citare l'opus mixtum, che era formato da pietre e mattoni.

I romani diedero vita agli acquedotti ad arcate che si elevavano in altezza, e ogni acquedotto trasportava l'acqua dalla sorgente alla città scaricandola del cosiddetto "castello" che erogava le fontane pubbliche. L'acquedotto più grande è chiamato L'Aqua marcia ch portava l'acqua da circa 92 km dalla capitale. I romani con gli acquedotti lasciarono delle testimonianze anche in territorio europeo come ad esempio in Francia, con il Pont su Gard che funziona sia come acquedotto nella parte superiore, che da ponte nella parte inferiore.

Si specializzarono anche sui ponti nei fiumi, allargando le arcate fino a 40. Metri e proteggendo i pilastri dall'acqua con gli speroni.
I Romani furono eccelsi anche nella costruzione di strade, la cui tecnica fu la più efficiente fino al XIX secolo.

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