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Pugile in riposo

Lo studio realistico dei volti, tipico della scultura ellenistica, è spesso applicato ai membri delle classi sociali più basse, contadini e pescatori, oppure a soggetti trasfigurati dall'ubriachezza o ancora ai pugili, segnati dalle ferite subite. Una statua tardoellenistica del IV secolo a.C. raffigura un pugile seduto, che si riposa dopo un incontro: la figura è costruita sul contrasto fra la quiete, espressa mediante le braccia appoggiate sulle ginocchia e il piegamento in avanti della schiena, e l'improvviso movimento della testa, che si volta verso destra. Il torace è muscoloso, ma l'adipe e il viso sono di un uomo maturo, la cui dignità si esprime nella cura della barba e della pettinatura. I segni dell'ultimo incontro si confondono con quelli di un lunga carriera: l'occhio destro è ferito, le orecchie sono gonfie, il naso è stato rotto in precedenza e la bocca è priva dei denti superiori; da una serie di tagli sulla fronte, sulle guance e sulle orecchie, il sangue è colato sul braccio destro e sulla gamba. La descrizione cosi attenta dei segni del combattimento è un esempio di verismo ellenistico, ma allude anche alla capacità del pugile di sopportare ogni fatica pur di conseguire la vittoria e quindi la virtù.

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