Polignoto e la prospettiva

Un importante pittore dell'Età Classica è Polignoto. Nato nell'isola di Taso, è attivo nella prima metà del V secolo a.C., soprattutto ad Atene. Caratteristici della sua produzione sono grandi i soggetti storici e mitologici, raffigurati in ampie composizioni parietali, come la Distruzione di Troia dipinta nella stoà Pecìle ("portico dipinto") dell'agorà di Atene, che ospitava anche una Battaglia di Maratona e un'Amazzonomachia dell'altro grande artista del tempo, Micone. Nella Pinacoteca dei Propilei dell'acropoli erano invece conservati quadri di Polignoto a soggetto mitologico, dove probabilmente era affrontato il problema della profondità spaziale, resa con la disposizione delle figure su più livelli (quelle che dovevano risultare più lontane erano collocate nella parte superiore dei dipinti) e con l'inserimento di elementi naturali, tra cui l'ondulazione del terreno.
Cratere dei Niobodi: Un eco di queste innovazioni può essere individuato in alcune decorazioni pittoriche vascolari, come nel cratere a calice del cosiddetto Pittore dei Niobidi (figli di Niobe): su un lato è dipinto il massacro, da parte di Artemide e Apollo, dei figli di Niobe, che si era vantata di essere più fortunata della dea Latona per avere avuto sette figli e sette figlie; sull'altro sono raffigurati Eracle e gli Argonauti.
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