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Ceramica greca


I recipienti di ceramica erano considerati indispensabili nella vita di tutti i giorni dalla maggior parte delle civiltà antiche.
Essi venivano utilizzati per il trasporto o la conservazione di qualsiasi tipologia di prodotto, alimentare ma anche di altra natura, come, ad esempio, per la costruzione di tegole e statuette votive. Esistevano tantissimi tipi di vasi, ognuno con una forma adattata all'uso cui era destinato. La ceramica greca era considerata un prodotto lussuoso per la raffinatezza delle decorazioni e la varietà delle forme e ciò è stato dimostrato dai numerosi ritrovamenti specialmente nel Mediterraneo.
I vasi erano modellati da un apprendista su un piatto di pietra chiamato tornio mentre il maestro vasaio plasmava e levigava l'argilla. Il vaso veniva poi lasciato a seccare al sole e successivamente decorato e cotto.
I contenitori di uso quotidiano generalmente non erano decorati; esisteva però una grande produzione di oggetti di lusso destinati ad abbellire le dimore signorili. Questi erano dipinti con temi di diversa natura, tra cui scene della vita quotidiana, racconti di dèi e miti vari. A partire dal VI secolo a.C si sviluppò la tecnica delle figure nere, che consisteva nel dipingere le immagini sulla superficie rossa della terracotta con vernice scura. Nel secolo successivo, invece, si diffuse una tecnica più raffinata, detta " tecnica delle figure rosse" poiché si dipingeva soltanto lo sfondo, il che permetteva alla figura di assumere il colore naturale del vaso cotto.
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