Il mito del carattere italico

Allo stesso tempo, in un ambiente senatorio in parte diffidente verso le influenze orientali, si rafforza l'idea della esistenza di un costume italico originale, forte e laborioso, caratterizzato da uno spirito pratico e orientato agli aspetti concreti della vita, lontano dal lusso e dalle occupazioni artistiche e filosofiche dei Greci.
Questa concezione influenza anche l'arte, contribuendo alla formazione della ritrattistica tipicamente romana.
Per sottolineare le origini nobili che li differenziano dal resto della popolazione, i patrizi codificano lo ius imaginum, il diritto di avere in casa le immagini dei propri antenati. Si afferma inoltre il ritratto pubblico: sculture fatte eseguire dallo Stato per onorare i cittadini eminenti. Uno degli esempi più noti e rappresentativi di questo campo della produzione artistica è il Bruto Capitolino, un'opera influenzata, nella minuzia dei particolari, dai ritratti tardoclassici ed ellenistici della fine del IV e dell'inizio del III secolo a.C., ma allo stesso tempo una delle prime a rappresentare i valori di rigore e austerità sentiti come tradizionali dal patriziato. Il ritratto pubblico è un ritratto fisiognomico, che riproduce le fattezze fisiche del soggetto rendendolo subito riconoscibile, ma ne lascia trasparire anche le virtù morali. Queste due caratteristiche concorrono a definire lo stile del ritratto romano repubblicano.
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