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Micerino e la moglie Khamerer-Nebti

Nel gruppo rappresentante il faraone Micerino in compagnia della moglie Kamerer-Nebti (ca 2520 a.C.) sono riassunte quasi tutte le caratteristiche simboliche richieste a una scultura egizia: il faraone è in posizione stante, cioè in piedi, con la gamba sinistra avanzata; il capo è eretto e acconciato con il caratteristico nemes (il copricapo del faraone, consistente in un fazzoletto di lino, spesso a righe, ricadente con due larghe pieghe dietro alle orecchie. La forma richiama le ali del falco, uccello sacro a Horus); le braccia sono rigidamente stese lungo i fianchi; i pugni stringono due due corti scettri (simbolo di forza e potere). La regina, anch'essa stante, più bassa di statura e minuta, ha invece i piedi uniti e indossa un lungo e leggerissimo kalasiris (una tunica di lino lunga, sottile e aderente, spesso anche plissettata, comunemente indossata dalle donne). Ella abbraccia il marito cingendolo alla vita con il braccio destro, appoggiando nel contempo la propria mano sinistra sul braccio sinistro del consorte, secondo una rigida e ricorrente convenzione che sta simbolicamente a significare un'unione felice. La finezza dell'intaglio e la perfetta politura delle superfici appaiono tanto più sorprendenti se si considera che il materiale impiegato è il basalto, una delle pietre più dure esistenti in natura.
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