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Approfondimento sulla scultura egizia


Statua di Chefren e Horo

La posa austera, lo sguardo perso su un punto lontano e la rigida muscolatura del corpo ci fanno capire che siamo difronte ad un sovrano. Non si tratta solo di un re, ma della sua manifestazione divina. Chefren è l’incarnazione terrena del dio falco Horo che è posato sullo schienale del trono e cinge il capo del faraone con le sue ali.
Chefren è rappresentato come il re onnipotente. Il trono ha le zampe leonine e due teste di leone per simboleggiare la forza del sovrano. Il copricapo è decorato con il cobra, eretto sulla fronte.
Il materiale prezioso di cui è stato fatto è la diorite, proprio per onorare il compito del re come tramite tra dei e uomini.
Il trono è decorato in altorilievo su due lati con la rappresentazione simbolica dell’unione delle due terre d’Egitto.
Il dio falco Horo è una delle più importanti divinità dell’Antico Egitto (figlio di Osiri), è l’incarnazione della regalità e il protettore del faraone regnante.
La Sfinge di Giza fa parte del complesso funerario del faraone Chefren.

Triade di Micerino

Micerino, figlio di Chefren, per lui fu costruita la più piccola delle piramidi di Giza, rivestita nella sua parte inferiore di granito rosa di Assuan.
Il gruppo statuario, ritrae Micerino accompagnato da due divinità.
Il sovrano ha il volto giovanile e il fisico atletico, è affiancato sulla destra dalla dea Hathor, che gli tiene la mano, e sulla sinistra la personificazione di una delle province dell’Alto Egitto.
I corpi seppur essendo rigidi sono carichi di un forte vigore espressivo e mostrano una straordinaria resa atomica.
Micerino porta la corona bianca dell’Alto Egitto.
Hathor porta il suo caratteristico copricapo formato dal disco solare incorniciato da due corna di mucca. Dea della vita e dell’amore, dell’ebbrezza e della musica.

Ippopotamo

L’ippopotamo era sia temuto che venerato dagli egizi. Hanno anche attribuito a quest’animale una valenza fecondatrice e procreativa.
Raffigura l’animale in piedi ma la sua forma acquatica è rievocata dal colore blu.

Ritratto di Nefertiti

Poco si sa delle origini dell’affascinante Nefertiti il cui nome significa “la bella è giunta”, c’è chi pensa che provenga da un altro paese e chi dice fosse la figlia del generale della cavalleria. Akhenaton divenuto faraone dopo il breve regno di Tutankhamon, la scelse come regine, anche se non aveva sangue reale. Vissero insieme fino al 14° anno del regno di Akhenaton quando di lei si perse ogni traccia.
La testa è scolpita in un blocco di quarzite il cui colore ricorda quello della pelle leggermente abbronzata.
Il volto ha i caratteri tipici dello stile dell’epoca, con i zigomi pronunciati, mento sporgente e sensuale bocca carnosa.
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