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Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna


Ha una pianta a croce greca, con navata centrale leggermente allungata. I contorni sono più irregolari. Ha quattro braccia e un tiburio. Le decorazioni non sono molte. È fatto in mattoni, l’esterno è semplice. Galla Placidia era la figlia di Teodosio e sorella di Arcadio e Onorio. Sposò Ataulfo, ma dopo riuscì a liberarsi. Sposò così Costanze, da cui ebbe due figli. Uno dei due, Valentiniano III, diventerà imperatore, ma essendo ancora piccolo al momento della salita al trono, fu la madre Galla Placidia a prendere le redini dell’impero. Era molto devota alla religione. Fece costruire il mausoleo per esservi sepolta, è un monumento funerario. Ha una pianta a croce, che rimanda alla religione. Deriva dalla basilica paleocristiana. C’è anche il rimando al tempio pagano, in particolare nei timpani, e alla civiltà romana negli archi. All’interno sono presenti mosaici bizantini, in quanto aveva vissuto a Costantinopoli. Il mausoleo è costituito da quattro bracci e un tiburio. La cupola si trova all’interno del tiburio. Il tiburio è una copertura a quattro spioventi. La cupola viene dissimulata. È presente un torrioncino superiore, che ha funzione strutturale, di protezione e di contenimento delle spinte della struttura. Sorregge e contiene la cupola. L’architettura è semplice, fatta di intersezioni di parallelepipedi. I volumi sono semplici e geometrici. Gli archetti creano un gioco di chiaroscuro sulla superficie. All’interno i volumi sono più morbidi. Conferiscono slanciatezza, dilatano le pareti. La morbidezza in particolare la ritroviamo nella cupola e nelle volte a botte. L’esterno è semplice e materiale. L’interno fa riferimento alla religione, alla ricchezza di spirito e religiosità. Viene indicata la ricchezza dell’anima. All’interno c’è un accenno alla volta a crociera, ma con l’intersezione rialzata. Le finestre sono in alabastro. Sono presenti otto lunette. La rappresentazione nei mosaici è di tipo figurativo e simbolico, con carattere geometrico e astratto. Nelle volte a botte c’è la ripetizione di tre tipi di fiori. Tra i fiori ci sono dei puntini che riempiono lo spazio e con lo sfondo blu dà l’idea di un cielo stellato. I puntini sembrano fonti di luce. Hanno un ritmo, c’è la ripetizione regolare di un unico modulo, armonia e regolarità. I fiori sono elementi decorativi.
Il mosaico (in generale) risale al IV secolo a.C. È molto presente a Ravenna. Verso il X secolo viene usato spesso nella pavimentazione. Nel Barocco viene abbandonato. Nel Novecento viene ripreso da Gaudì.
Nei mosaici di Galla Placidia sono presenti delle colombe che coprono il bordo, sono rappresentate prospetticamente. Il piano e i colori danno il senso di prospettiva. La luce produce il chiaroscuro nelle vesti, produce ombre. Si tratta di una rappresentazione sacra. Nella cupola il posizionamento delle stelle esalta la croce. Le uniche figure volumetriche sono quelle degli evangelisti, le altre sono figure simboliche. Il colore blu rimanda al cielo, alla divinità. Con questo si vuole indicare che l’anima è rivolta verso il cielo, verso la religione. Vuole simbolizzare la vicinanza della divinità.
Non si sa di preciso dove Galla Placidia sia stata sepolta. Si pensa che le sue ceneri si trovino nella Città del Vaticano, ma molte sono le leggende sul luogo della sua sepoltura.
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