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La scultura: la fusione di realismo e stilizzazione

Abili scultori, gli Etruschi predilessero la tecnica della ceramica e del bronzo. Con la prima realizzavano suppellettili, statue per la decorazione dei templi e sarcofagi. La città di Velo vantava un’importante scuola di lavorazione della terracotta (coroplastica), guidata da Vulca, unico scultore etrusco di cyui ci sia pervenuto il nome. L’abilità degli Etruschi nella lavorazione del bronzo, poi, era nota in tutto il mondo antico. Le opere giunte fino a noi, quasi tutte databili fra la fine del V e i primi decenni del IV secolo a.C., sono straordinarie testimonianze di una tecnica raffinatissima. I primi esempi di scultura sono i canòpi, vasi in terracotta o in bronzo, che contengono le neri del defunto, mentre il coperchio ne raffigura il ritratto stilizzato; successivamente, le coperture dei sarcofagi riproducono i defunti così com’erano in vita, adagiati nel triclinio. Sotto l’aspetto stilistico, la produzione scultorea è riconoscibile per i seguenti caratteri: - la tendenza alla stilizzazione e la presenza di marcate linee incise. Quest’ultimo aspetto testimonia contatti con la scultura greca di Età arcaica; - la statuaria etrusca mostra una forte tendenza al realismo, dovuto anche al materiale prevalentemente utilizzato, l’argilla, modellata direttamente dalle mani dell’artista. Statuetta votiva di un aruspice, di cui sono stati ritrovati molti esemplari nelle tombe etrusche. Per la loro forma allungata, queste statuette sono state chiamate “ombre della sera2 dall’archeologo Paolo Fermi. Corredo in oro e pietre dure da Vulci, VI-V secolo a.C. L’arco etrusco, la più importante porta della città di Perugia antica.
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