La Casa Etrusca


Gli Etruschi costruivano le loro case sviluppandole in larghezza, avevano le fondamenta in pietra, le pareti erano fatte con mattoni crudi cotti al sole oppure di legno, e proprio per questo motivo le case sono scomparse, perché erano costruite con materiali deperibili. Nella fase protostorica la casa è costituita da una capanna (come le numerose urne cinerarie) con pareti di paglia o rami intrecciati su uno scheletro di pali di legno ricoperte da intonaco di argilla e paglia. Le case erano caratterizzate da un foro nel tetto, che serviva per far uscire il fumo (come quello ritrovato nella zona di Marzabotto presso Viterbo, e conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Viterbo) e poi avevano un portico di legno davanti all'entrata. All'interno non c'erano delle pareti, ma un'unica camera in cui si svolgevano tutte le mansioni. In una capanna abitavano più famiglie insieme. Nel corso del VII sec si ha una evoluzione della cultura etrusca che si può riscontrare anche a livello urbanistico e architettonico, con l'abbandono della pianta curvilinea della capanna con quella rettangolare. L'introduzione della carpenteria dal mondo greco porta a ricoprire i tetti con le tegole e coppi di terracotta. Infatti soprattutto nelle abitazioni signorili troviamo largo uso della terracotta, anche esternamente, con gli acroteri, antefisse e lastre figurate. Nelle case dei più agiati c'erano gli “Olmos”, ovvero degli scaldini, alti fino a due metri. Si pensa addirittura che ogni tanti anni i tetti dovessero essere ricostruiti. Le case etrusche nel loro interno erano decorate con colori molto forti

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