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Il Discobolo


La statua del Discobolo appartiene allo scultore Mirone di Eleutère e ritrae un atleta proprio nel momento della massima concentrazione che precede il lancio del disco.
Mirone si concentra su altri tipi di movimento basandosi sempre sulla postura chiastica.
La statua è impostata secondo uno schema geometrico composto da una linea curva (che è presente nel braccio) e una linea spezzata (schiena-coscia-gamba)
La figura del discobolo ricorda quella di una molla poiché è concentrata e compressa su se stessa.
La statua presenta però due incongruenze:
- Il corpo non è equilibrato: ci sono ben 2 angoli dietro (braccio e gamba piegata) e un solo davanti, in questo modo la figura pende. Lo scultore risolve il problema chiudendo l’angolo davanti con il braccio del Discobolo che si appoggia sul ginocchio formando così un triangolo che va ad equilibrare il peso ottico della statua. Infatti, secondo il linguaggio visivo, un triangolo pesa più dell’angolo
- Senza il disco la figura sarebbe non equilibrata, infatti questo insieme alla testa si bilanciano perfettamente

Marsia e Atena


Queste due statue appartengono anch’esse a Mirone di Eleutère e vennero progettate insieme per raccontare il mito di Marsia e Atena.
Marsia sembra si sia improvvisamente fermato e perciò il suo è un movimento di blocco che presenta il rovescio della classica postura chiastica. Osservandolo si evince anche un movmento convergente che si basa su un principio fisico: due forze si annullano se sono uguali e opposte (gamba – sguardo / braccio – braccio). Annullandosi si annulla di conseguenza la dinamicità della statua = perfetta stasi (non movimento). Anche nella figura di Atena notiamo dei movimenti convergenti e divergenti (lancia – sguardo)
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