Colonna aureliana

Alla vittoria di Marco Aurelio contro i Quadi e Marcomanni viene dedicata la colonna aureliana, alta 42 m, scolpita tra il 181 e il 193 d.C., ovvero dopo la morte del sovrano. Anche questa colonna, come quella di Traiano, che ne costituisce il modello, è interamente ricoperta da bassorilievi raffiguranti gli episodi salienti della campagna in Pannonia.

Tuttavia, la colonna Aureliana non presenta quella celebrazione dell'umanità che era al centro di quella traianea: la strage dei barbari non rivela alcuna compassione e umana pietà, forse perché la violenza della guerra e il timore di altre eminenti invasioni soffocano ogni sentimento che non sia la paura verso colui che è straniero, diverso e quindi nemico.
Persino l'imperatore appare più crudele e meno generoso di Traiano rispetto ai vinti: i Romani schiacciano e distruggono gli avversari senza pietà. Anche in questo caso vi sono ragioni legate alla propaganda: la pressione dei barbari ai confini andava aumentando ed era necessario rassicurare i Romani sul fatto che il loro esercito fosse forte e ben guidato.

In meno di ottant'anni, tanti ne passarono tra l'edificazione delle due colonne, il clima a Roma e nell'Impero era dunque profondamente mutato.

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