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Augusto di Prima Porta


Data: dopo il 20 a.C. (I secolo d.C.)
Autore: sconosciuto
Altezza: 204 cm
Materiale: marmo bianco
Collocazione: Città del Vaticano, Museo Chiaramonti
Venne ritrovato nel 1863 nella villa di Livia, l’abitazione di Livia Drusilla, moglie dell’imperatore Augusto, a Prima Porta.

Lettura dell’opera


Figura maschile in posizione eretta e stante. La gamba destra è portante e appoggiata al terreno, mentre la sinistra arretrata è piegata e sollevata, con il piede che poggia solo in punta. Il busto è eretto e coperto nella parte inferiore da una veste e in quella superiore da una corazza aderente, riccamente decorata ad altorilievi. Il braccio sinistro è flesso e sostiene la veste, mentre il destro è proteso in avanti, con il dito indice che indica verso destra. La testa è leggermente volta verso la mano sospesa, con un viso molto dettagliato. Affianco alla gamba destra c’è un bambino che cavalca un delfino.

Significato dei segni


Il soggetto rappresentato è l’imperatore Augusto, che guidò Roma dal 31 a.C. al 14 d.C. Il suo impero fu un periodo di pace e per questo viene divinizzato. L’opera vuole, infatti, divinizzare la figura dell’imperatore, esaltandone i tempi nuovi derivanti dalle sue vittorie militari, come la vittoria sui Parti. Il fatto che l’imperatore sia a piedi nudi ricorda le statue rappresentanti dei o eroi. Il bambino in basso è Eros, dio dell’amore fisico e del desiderio, figlio di Venere. La figura, quindi, allude a Venere e alla gens Iulia, la famiglia dell’imperatore, di cui la dea era ritenuta progenitrice. La posizione dell’imperatore ricorda la posa con cui si richiedeva il silenzio prima dell’adlocutio, l’incitamento all’esercito prima della battaglia.
Augusto indossa una lorica (corazza) e il paludamentum (mantello), veste che era il simbolo del generale romano quando comandava un esercito. La lorica era in pelle con inserti in metallo. Sopra vi sono scolpiti degli altorilievi, che fanno riferimento alla storia contemporanea e all’ideologia di Augusto. Vi è rappresentata la vittoria contro i Parti: Fraate, re dei Parti, restituisce a Marte Ultore le insegne romane. In alto c’è la personificazione del Cielo, mentre in basso la Terra mostra i frutti della nuova era. Apollo e Diana volteggiano, l’uno su un grifone, mentre l’altra si una cerva. In alto il Sole corre su una quadriga, mentre la Luna viene nascosta dall’Aurora, che versa rugiada. Tutto ciò è un’allusione all’infinito trascorrere del tempo e alla lunga durata dell’età dell’oro di Augusto.

Composizione

La statua riprende l’atteggiamento equilibrato del Doriforo di Policleto, ma l’equilibrio classico del chiasmo viene interrotto dal gesto dominante del braccio destro. La figura, infatti, viene mostrata immobile, a differenza di quanto dettava il canone chiastico. La figura è proporzionata nei suoi elementi anatomici. Non è presente una simmetria geometrica, ma anatomica. Il braccio destro interrompe la simmetria.

Significato della composizione

Il chiasmo viene interrotto dal braccio destro in quanto l’imperatore, la figura più importante dell’impero, non poteva essere ritratto in movimento. In questo modo la figura appare più statica, sottolineandone la funzione di divinizzazione. Le parti anatomiche proporzionali e l’assenza dei geometrismi rendono la figura più realistica e vicina al vero.

Volume


È più morbido nelle parti anatomiche e molto accentuato nel vestiario. Il volume più evidente e risaltante è quello del paludamentum, dove il panneggio accentuato e la forte alternanza di luci e ombre danno una notevole massa volumetrica. Altri chiaroscuri marcati evidenziano gli altorilievi sulla lorica. Sempre presso la corazza possiamo notare dei leggeri chiaroscuri che evidenziano l’anatomia e i muscoli dell’imperatore. In particolare evidente è il volume del petto. I particolari del viso sono molto curati e accentuati, evidenziati da chiaroscuri. Percepiamo così lo sguardo dell’imperatore. I volumi del bambino sono morbidi e armoniosi. Ne evidenziano la rotondità delle membra.

Significato del volume


Il volume armonioso tende ad un’idealizzazione della figura di Augusto. La lorica aderente ne mostra l’anatomia e i muscoli in quanto non poteva essere rappresentato nudo come un generico eroe. Così venne posta la lorica in modo aderente in modo da rivelare comunque il disegno anatomico del busto con i muscoli pettorali ben pronunciati. Questo sottolinea l’intento di una rappresentazione più idealistica. I tratti somatici caratterizzati e particolarizzati ci permettono di percepire lo sguardo. Esso appare sereno e idealizzato, ispiratore di fiducia. Il manto è un elemento di forte contrasto con l’armonia del resto. I panneggi marcati conferiscono un senso di movimento, contrastante con la staticità della figura.

Significato dell’opera


Pur rifacendosi ad uno stile greco di rappresentazione di eroi, la statua presenta delle novità tipicamente romane. L’innovazione artistica principale è la copertura del corpo. Infatti, anche se si vuole divinizzare la figura dell’imperatore, non se ne mostra il corpo nudo, ma i tratti anatomici ci vengono suggeriti dai leggeri chiaroscuri della lorica. L’autore tenta di andare verso una rappresentazione veritiera e naturale, che però sia capace di divinizzare la figura di Augusto attraverso alcuni elementi simbolici, come gli altorilievi.
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